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Coronavirus, il racconto di Dybala: "Mi mancava l'aria"

L'attaccante della Juventus Dybala ha descritto i sintomi avuti a causa del Coronavirus.

27-03-2020 15:37

Coronavirus, il racconto di Dybala: "Mi mancava l'aria" Fonte: 123RF

Paulo Dybala ha raccontato al canale tematico della Juventus i sintomi avuti a causa del Coronavirus: “Sto bene, molto meglio. Dopo un po’ di sintomi forti avuti un paio di giorni fa, ora sto meglio. Cercando di provare a riprendere allenamenti, negli scorsi giorni mi mancava l’aria e non riuscivo a fare niente, sentivo il corpo pesante e mi facevano male i muscoli. Ora per fortuna sto meglio”.

Dopo aver annunciato la sua positività lo scorso 21 marzo, l’attaccante bianconero è in quarantena obbligatoria, ma in netto miglioramento, come la fidanzata Oriana Sabatini, anche lei positiva.

La Joya ha poi parlato di un argomento più leggero: la sua collezione di maglie. “Spostandomi di casa ho dovuto raggrupparle tutte insieme, ma non ho ancora finito. Quelle che ho postato sono solo una parte. Ne ho tante di magliette con nomi strane, tutte hanno una storia personale e speciale. Per quello mi piace collezionarle e continuerò a farle”.

Le più prestigiose: “Di tutte quelle che ho ne scelgo tre, hanno tanta storia, anche ai miei figli e nipoti ne parlerò. Quella di Buffon dei 120 anni della Juve, con la firma di Gigi, non so quanti avranno questa maglia, e quel giorno volle cambiare la maglia con me, un’emozione incredibile, sarà la storia del calcio. Poi faccio vedere insieme le maglie di Messi e Ronaldo, giocare con entrambi è qualcosa di straordinario, queste tre maglie saranno sempre nella storia del calcio”.

Poi l’attaccante argentino ha raccontato un aneddoto: “Nel 2015 quando ho saputo che la Juve mi voleva, ero a casa mia a Palermo con la mamma e il mio procuratore, si parlava di tutte le squadre che potevano chiamami ma io aspettavo la chiamata della Juve e non dicevo sì a nessuno… Un giorno dopo pranzo mi chiama il procuratore e dicendo che dopo un’ora mi avrebbe chiamato il ds della Juve. Dopo la chiamata ho abbracciato mia mamma dicendole che non volevo nessun altro posto”.

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