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Elissonde, gioia e fair play: "Non il modo migliore per prendere la maglia"

Il francese della Trek-Segafredo vola al comando della Vuelta dopo la maxi-caduta della quinta tappa: "E pensare che non dovevo neppure correrla...".

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Elissonde, gioia e fair play: "Non il modo migliore per prendere la maglia" Fonte: Getty Images

Come regalo (tardivo) di compleanno non c’è male.

Poco meno di un mese dopo aver spento 30 candeline, Kenny Elissonde si è regalato il giorno più bello della propria carriera, indossando la maglia rossa di leader della Vuelta di Spagna.

Il francese della Trek-Segafredo, in realtà, ha avuto il solo merito di farsi trovare al posto giusto, ovvero lontano dalla caduta che ha spaccato il gruppo nella parte finale della quinta tappa, vinta poi allo sprint da Jasper Philipsen.

Una caduta che ha fatto vittime illustre, da Romain Bardet a Rein Taaramae, che ha quindi perso il simbolo del comando che deteneva da due giorni.

Dopo la vestizione le prime parole di Elissonde, venuto in Spagna per fare da gregario a Giulio Ciccone, sono all’insegna della sportività: “Non è questo il modo migliore per prendere la maglia. Ero nelle prime posizioni del gruppo e non ho visto la caduta, ma mi spiace per quanto successo. Purtroppo nel ciclismo il vento è uno dei pericoli maggiori”.

Il francese si è poi però lasciato andare alle emozioni…: “Ho corso quasi tutta la carriera da gregario e la soddisfazione per questa maglia resta. Quest’anno ho corso anche il Tour e l’Olimpiade, poi la squadra mi ha chiesto se me la sentivo di fare la Vuelta ed eccomi qui…”

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