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José Mourinho è contento a metà: "Fatto molto, ma non siamo completi"

Alla vigilia del debutto ufficiale in Conference League il tecnico della Roma fa il punto sul mercato: "L'infortunio di Spinazzola e la partenza di Dzeko problemi non previsti, ma la società ha reagito bene".

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José Mourinho è contento a metà: "Fatto molto, ma non siamo completi" Fonte: Getty Images

Se gliel’avessero detto solo sei mesi fa, forse si sarebbe messo a ridere, ma il salto è effettivamente stridente: dalla finale di Champions League ad un playoff di Conference League.

Tant’è, perché la prima ufficiale di José Mourinho da allenatore di una squadra italiana dieci anni e mezzo dopo l’addio all’Inter fresca campione d’Europa sarà proprio nella nuova competizione Uefa che vedrà la Roma affrontare il Trabzonspor nell’andata del turno di accesso alla fase a gironi.

Alla vigilia lo Special One ha provato a dissimulare la tensione dell’esordio: “Ogni competizione, ogni partita è importante. Domani è Conference, se dopo domani sarà Coppa Italia la priorità diventa la Coppa Italia. Quello di domani assomiglierà più a un playoff di Champions. Sarà la mia 996esima o 997esima partita ufficiale, sono tranquillo anche se è la prima con la Roma. Penso più alla squadra che a me stesso. Ci aspettano due partite toste ma faremo tutto il possibile per arrivare ai gironi. I tifosi avversari? Dopo aver giocato così tanto a porte chiuse farà piacere che ci siano, ma sappiamo che qui in Turchia il pubblico è caldo e può fare la differenza”.

Poi un commento sul mercato, che ha visto la Roma fare tanto in una sessione condizionata da due imprevisti: “Abbiamo lavorato tanto noi in campo ma anche dirigenza, proprietà e scout e meritiamo di iniziare bene. Ricostruire non è mai facile. Abbiamo avuto un problema indesiderato. Non abbiamo mai pensato a un terzino sinistro quando cera Spinazzola e a un altro attaccante quando c’era Dzeko. Abbiamo dovuto cambiare in corsa. Quando ho sentito che se ne andava Dzeko mi sono preoccupato, ma la società ha reagito benissimo. Abraham non ha la storia di Edin, ma ha già vinto tutto e ha un potenziale enorme così come Shomurodov”.

Il tecnico portoghese però confida in un altro regalo…: “La società ha fatto uno sforzo tremendo. Ci sono ruoli dove non è perfetta la rosa. Mi piacerebbe avere un giocatore che possa dare esperienza, equilibrio e qualità, ma se non lo faremo adesso lo faremo a gennaio e se non lo faremo a gennaio lo faremo l’anno prossimo. È difficile per tutte, o meglio per quasi tutte….”.
 

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