È costato caro, anzi carissimo, ma solo a livello economico, lo scatto d’ira con cui Kevin Durant ha macchiato la propria prestazione contro gli Indiana Pacers, con quel pallone scagliato in tribuna come reazione ad un fallo tecnico che gli era stato fischiato contro e le polemiche che ne erano seguite.
Alla fine la stella dei Nets se l’è cavata solo con una multa, di ben 25.000 dollari, evitando però la squalifica, magari anche per la giustificazione addotta a fine match, quando Durant aveva affermato di voler colpire il tabellone.
Non posso permettere che ciò accada, ho pensato di essere in palestra e non in campo. So bene che un possesso perso così sarebbe potuto costare alla mia squadra la partita, ma non sapevo che questo gesto potesse costarmi l’espulsione” aveva dichiarato.
Tant’è, il danno è fatto e le conseguenze saranno… solo sul portafoglio di Durant, punito con una multa di 10.000 dollari superiore a quella che aveva colpito Julius Randle, autore della stessa infrazione dopo la vittoria dei Knicks sui Celtics. Ma a fine partita…