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Bufera Ferrari-Mercedes sugli ordini di scuderia

Coda polemica per il Gp d'Italia complice la strategia di gara adottata dalle Frecce d'Argento per Valtteri Bottas.

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Bufera Ferrari-Mercedes sugli ordini di scuderia Fonte: ANSA

Il Mondiale 2018 di Formula 1 sta per intraprendere il rettilineo conclusivo. Ma l’aria tra Mercedes e Ferrari si fa sempre più irrespirabile. Il Gp d’Italia ha preceduto come tradizione l’inizio della lunga serie di gare in programma fuori dall’Europa, che si interromperà per il solo Gran Premio di Russia, in programma a Sochi. Con sette corse alla fine e 175 punti ancora in palio il margine di 30 punti che ha saputo costruirsi Lewis Hamilton non può certo essere considerato definitivo, ma il morale in casa Ferrari è basso dopo la delusione di Monza, dove dopo la doppietta in qualifica il sabato, in gara si è raccolto solo un secondo e un quarto posto. Tanti i motivi alla base della domenica amara, compreso il “tappo” che Valtteri Bottas ha operato sul connazionale Kimi Raikkonen. Ad ammettere una strategia che era comunque parsa ben chiara anche in pista è stato lo stesso pilota della Mercedes, giunto quarto al traguardo, ma poi promosso in terza posizione grazie alla penalizzazione che ha colpito Verstappen: “Ho cercato di fare il possibile per salire sul podio, la mia missione era rallentare Kimi, ma ho battagliato in modo duro con Verstappen, forse troppo e lui avuto la penalità. Penso sia giusto così. Le Ferrari erano più veloci, ma grazie alla strategia abbiamo vinto noi, capendo che potevo estendere il primo stint prima di cambiare le gomme. Comunque non credo di aver sacrificato la mia gara”.

Quasi in contemporanea, sul tema si era espresso anche il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene, a metà tra il fair play e il fatalismo: “Noi guardiamo in casa nostra. Noi assumiamo piloti, non maggiordomi e anche a voler dare ordini di squadra rischi di sbagliare. Darli in partenza è da folli, mentre in gara è un altro discorso, soprattutto se riesci a mettere in un sandwich il tuo avversario. Il danno lo abbiamo subito, il blistering accusato da Kimi è stato innescato dal seguire da vicino Bottas: so cosa dovremmo fare nelle prossime gare, ma non mi sento di criticare gli altri”. Finito? Ovviamente no, perché la replica dell’omologo di Arrivabene per la Mercedes, Toto Wolff, ha subito respinto al mittente le accuse, invocando le italianissime motivazioni della “ragion di stato” o del “fine che giustifica i mezzi”: “Oggi non ha vinto la macchina più veloce, ma la nostra strategia, per questo non è accettabile parlare di ordini di scuderia. Questo è uno sport in cui ci sono dei team, per me l’unica cosa che importa è la vittoria. Lewis poteva vincere, Bottas al massimo arrivare terzo e così è stato: abbiamo avuto fortuna, ma abbiamo vinto”.

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