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Vuelta Espana, salgono di tono le polemiche per le troppe positività al Covid

Dopo i tanti casi riscontrati negli ultimi giorni, i corridori hanno iniziato a manifestare parecchie perplessità in merito al protocollo vigente e ai continui test.

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Vuelta Espana, salgono di tono le polemiche per le troppe positività al Covid Fonte: Getty

Non si respira un clima tranquillo alla Vuelta Espana. La corsa iberica infatti nelle ultime ore sta vedendo sempre più protagonisti prendere la via di casa a causa delle positività al Covid, un problema riguardo al quale molti corridori hanno cominciato a prendere una netta posizione schierandosi contro le misure adottate dall’UCI e dagli organizzatori per contrastarlo

“Se continuiamo con i test, la cosa è impossibile da gestire. Se facciamo gli esami ogni giorno, almeno uno o due corridori dovranno ritirarsi. Per noi è complicato tenere la situazione sotto controllo, se poi fuori dalla ‘bolla’ tutti si comportano in modo normale. Magari dovremmo iniziare a dargli meno importanza? Mandate a casa il corridore se sta male, altrimenti trattate la cosa come se fosse una malattia normale” ha detto Dries Devenyns a Cycling Weekly.

“All’interno delle squadre stiamo facendo davvero tutto quello possiamo. Ma sono le cose che non sono nel nostro controllo che ci stanno ‘uccidendo’, come spostarci su un aereo tutti insieme. Cosa dovremmo fare? Non sta a me deciderlo. Io posso dire che tutti vedono che la vita ormai è tornata alla normalità, com’era prima, ma sembra che questo non sia il caso del ciclismo. Speriamo almeno di arrivare a Madrid in un numero decente di corridori” gli ha fatto eco Mike Teunissen.

Più netto invece Alex Kirsch secondo il quale “dovremmo smetterla con i test. Per dire, io al Tour de France 2022 non sono stato bene per diversi giorni, ma non era Covid. E così ho sempre potuto prendere il via delle tappe”.

Inevitabile, vista l’attualità della questione, l’intervento del direttore della Vuelta Javier Guillén.

“Sapevamo che ci sarebbero stati casi di Covid, perché abbiamo avuto il Covid in tutte le gare, ma forse la goccia è stata più grande di quanto ci aspettassimo. Ci sono molti casi asintomatici e quelli che hanno sintomi ne hanno di molto lievi. Sappiamo che i team stanno testando molto ed è questo che produce i positivi. Mi attengo ai criteri medici, non so cosa accadrà, ma quello che so o capisco è che non c’è una situazione di preoccupazione generale. C’è un protocollo molto chiaro dell’UCI che deve essere seguito”.

Il dubbio dunque è che, arrivati a questo punto, non sia proprio il protocollo ad essere il problema principale.

È l’UCI che dovrebbe stabilire il nuovo standard da seguire. Durante tutto l’anno, l’UCI effettua valutazioni del protocollo, lo rivede e lo adatta a seconda delle circostanze” ha sostenuto a tal proposito Guillen attribuendo, in maniera nemmeno tanto velata, la responsabilità di ciò che sta accadendo in Spagna (dove anche oggi due corridori, Buitrago e van Poppel, sono stati costretti al ritiro) al massimo organo del ciclismo internazionale.

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