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Alessio Lisci, dai ristoranti alla Liga: "Vendevo cibi italiani"

Il tecnico italiano ha guidato il Levante in due partite tra campionato e coppa: "I primi due anni mi mantenevo vendendo cibo italiano ai ristoranti".

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Alessio Lisci, dai ristoranti alla Liga: "Vendevo cibi italiani" Fonte: Getty Images

Da pochi giorni Alessio Lisci è il nuovo allenatore del Levante. Il club spagnolo naviga in cattive acque in Liga ed è all’ultimo posto in classifica con appena 8 punti in 16 partite.

Il tecnico italiano, che ha sostituito Javier Pereira sulla panchina della squadra di Valencia, ha raccontato la sua storia alle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’ dopo la vittoria per 8-0 in Coppa del Re e il pari a reti inviolate con l’Osasuna in campionato.

“Dentro di me ho sensazioni contrastanti, un sapore agrodolce. La felicità per il debutto è limitata dal mancato arrivo della vittoria. Abbiamo giocato bene, creato occasioni e preso un palo. Secondo me ci sono stati dei miglioramenti, però ho fatto solo quattro allenamenti e si può immaginare lo stato mentale dei giocatori dopo 24 partite senza vittoria. Sapevo che era una situazione difficile”.

Sulle prospettive che lo aspettano adesso, dato che il suo mandato era ad interim in attesa di trovare un nuovo allenatore, Lisci non si espone.

“Aspetto. Finché nessuno mi dice di tornare col ‘filial’ continuo con la prima squadra. Ieri ho diretto l’allenamento e ho anche visto il Presidente che però non mi ha comunicato novità. Evidentemente stanno riflettendo, la situazione è molto aperta”.

Una storia, quella di Alessio Lisci, che parte dall’Italia, nello specifico nella provincia romana.

“Sono romano, ho giocato in D a Guidonia e poi sempre in Promozione. Mi sono laureato facendo la triennale allo Iusm e poi la specialistica in scienze e tecniche dell’allenamento. Ho iniziato a lavorare alla Lazio, come coordinatore motorio dei Pulcini e poi con gli Esordienti, e mi sono iscritto al programma Leonardo per uno stage all’estero retribuito. All’ultimo momento è saltato tutto e ho scritto ai 20 club della Liga per sapere se avevano posto nella cantera”.

Nel 2011 arriva la chiamata del Levante, una nuova esperienza approcciata con tanti sacrifici ed entusiasmo: “Lavoravo come secondo di Miguel Angel Villafaina, e nel 2016 è stato esonerato. Io con lui, così sono tornato a Roma. Ma pochi mesi dopo dal Levante mi hanno richiamato per darmi il Juvenil B, e sono ancora qui. I primi due anni mi mantenevo vendendo prodotti alimentari nostrani ai ristoranti italiani di Valencia”.

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