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Boonen pensa al ritorno: "Sfidare van der Poel al Mondiale? Chissà"

Il belga, da poco omaggiato dal suo paese con un'opera, potrebbe dire ancora la sua all'età di 42 anni.

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Boonen pensa al ritorno: "Sfidare van der Poel al Mondiale? Chissà" Fonte: Getty Images

Tom Boonen, uno dei più grandi ciclisti di sempre nelle corse in linea di un giorno, sta seriamente pensando di tornare all’età di 42 anni. Tutto questo pochi giorni dopo un omaggio che il suo paese gli ha reso, con un’opera particolare: “Sono molto onorato e felice di aver preso parte alla creazione di quest’opera d’arte. Non è una statua, sicuramente non l’avrei voluta, ma è un’opera diversa dalle altre. Sì, le gambe sono le mie: ho dovuto posare tre ore per una gamba e tre ore per l’altra, hanno fatto il calcio, poi le hanno trattate e alla fine… è nato questo capolavoro”.

Boonen si sente ancora di dare qualcosa al mondo della bicicletta nonostante le quattro Parigi-Roubaix vinte, tre Gand-Wevelgem e tre volte il Giro delle Fiandre: “Sto pensando di tornare di nuovo in bici. Sono ancora un po’ titubante, ma mi prude. Penso a qualcosa come la Roc du Maroc o le gare di gravel. Se sfiderò van der Poel al Mondiale di gravel l’anno prossimo? Chissà. In ogni caso il gravel sta diventando molto grande, ha un grande potenziale perché risale all’essenza del ciclismo. Natura, libertà…”.

Boonen potrebbe anche tornare su strada come caposquadra in nazionale: “Mai dire mai. Quando sono andato in pensione per la prima volta, ho avuto la possibilità di fare qualcosa del genere alla Quick Step, ma alla fine ho detto che volevo fare qualcosa di diverso. Prendere una pausa dopo tutta quell’attenzione. Ma non è che non abbia quell’ambizione. Mi guardo intorno, sono ancora giovane”.

Boonen si è espresso anche su due ciclisti esperti di corse di un giorno: “Evenepoel? Sono convinto che Remco metterà ancora di più le ali quest’anno grazie alla maglia di Campione del mondo. L’anno scorso ha gettato le basi per fare qualcosa di ancora più grande quest’anno. Cosa possiamo aspettarci da lui? Lo stesso, anche di più. De Lie mio erede? Lo vedo più come un incrocio tra Gilbert e me. E intendo il miglior Gilbert e il migliore me. È un corridore che non vediamo da tanto tempo. Mi aspetto molto da lui, già da quest’anno. Ha una buona testa ed è uno dei pochi della sua generazione che è ancora abbastanza rilassato. Ha conquistato il mio cuore”.

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