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Che fine ha fatto Asprilla: funambolo a Parma tra mille eccessi

Storie incredibili intorno all'ex calciatore colombiano, idolo a Parma e tanta sregolatezza fuori dal campo

A Parma se lo ricordano ancora. Una scheggia imprendibile in campo e impazzita fuori dal rettangolo di gioco dove ne combina di ogni. Faustino Asprilla detto Tino è stato e resterà un idolo per i tifosi di quella squadra che Nevio Scala portò alle soglie dello scudetto ma soprattutto in cima all’Europa negli anni ’90. Ma ora cosa fa Tino Asprilla il colombiano degli eccessi?

DAL SUDAMERICA A PARMA – Asprilla nasce a Tuluá in Colombia il 10 novembre 1969 città dove tornerà sempre, durante e dopo la sua carriera, a gestire il ranch di famiglia. Giovanissimo fa la sua gavetta nei club giovanili e in quelli di seconda fascia colombiani imponendosi a suon di gol e giocate. Arriva nella squadra più blasonata della Colombia, l’Atletico Nacional de Medellin dove le sue reti richiamano l’attenzione dei club europei ed in particolare del Parma che lo porta in Italia.

SI IMPONE IN SERIE A – Era un Parma stellare che i soldi di Tanzi e il pragmatismo di Nevio Scala avevano fatto diventare una big del campionato. Taffarel, Grun, Osio, Fernando Couto, Melli, Zola, Benarrivo, Apolloni, Crippa, Dino Baggio tanto per citare alcuni nomi di quegli anni. Asprilla si inserisce alla perfezione in quella scacchiera fatta di ripartenze e verticalizzazioni. Segna, brevettando tra i primi la capriola di esultanza, e fa segnare. Una sua punizione a San Siro nel ’93 fa cadere il record di 58 partite di imbattibilità del Milan. E se in campionato lo scudetto resta comunque una chimera, in Europa quel Parma si impone eccome, con Asprilla protagonista: una Coppa delle Coppe (1993), una Coppa UEFA (1995) e una Supercoppa Europea (1994) ancora battendo il Milan stellare di Capello.

BRITISH CON GIALLO E TRIPLETTA AL BARCA – Asprilla è corteggiato da molte squadre, in Italia e all’estero. Alla fine, nel febbraio ’96 passa al Newcastle per 17 miliardi. Trattativa complicata da una sua positività alla cocaina ai test antidoping in Inghilterra ma i Magpies perdono la causa con i ducali e se lo devono tenere. In Premier Tino è discontinuo, la squadra di Shearer allenata da Dalglish arriva seconda due volte dietro lo United. Asprilla si prende però le luci della ribalta in Champions, anche se solo per una notte, il 17 settembre 1997, segnando quasi da solo una tripletta al Barcellona.

MINESTRA RISCALDATA A PARMA E FINE CARRIERA – Dura due anni l’esperienza inglese e Asprilla torna in un Parma rinnovato ma sempre di alto livello dove giocano Buffon, Thuram, Cannavaro, Chiesa e Crespo. Tino non ritornerà ai livelli della sua prima avventura in serie A. Ma farà in tempo a festeggiare un’altra Coppa Uefa, nel 1999 giocando anche gli ultimi scampoli della finale contro il Marsiglia vinta 3-0. Torna in Sudamerica dove gioca per diversi anni tra Brasile, Messico, Argentina, Cile e Colombia, nella squadra della sua città, fino al 2004. Nel 2005 si profila un clamoroso ritorno in Italia, in serie D, nella squadra di Aosta allenata dall’ex compagna di Parma, Osio, ma salta tutto per problemi burocratici, e Aprilla dice basta, chiude col calcio giocato presentandosi in frac e limousine all’ultima partita.

QUANTI ECCESSI DA RACCONTARE, PAROLA DI BUFFON… – Ci vorrebbe un articolo solo per elencare tutto quello che Asprilla ha combinato parallelamente al calcio giocato. “Faustino mi ha fatto sempre sbudellare dal ridere, anche se non potevo farlo capire alla squadra: dovevo mostrarmi intransigente” ha detto di lui l’allenatore di allora al Parma Nevio Scala. Come quella volta che Asprilla lasciò l’allenamento perchè stufo di correre dicendo: “Non sono Forest Gump!“. Proprio la grande serata di Champions col Barcellona nasconde un preambolo: Tino arriva in ritardo allo stadio, il motivo? “Stavo facendo sesso“. Celebri le sue relazioni con le pornostar più in voga del momento, in particolare, in Italia, con Petra Scharbach. Del resto Asprilla è diventato celebre sia per la sua vita sregolata che per la sua virilità mai troppo nascosta. In un’intervista alle Iene, Buffon disse: “Il più dotato con cui ho giocato? Asprilla… una cosa incredibile” alludendo alle misure del colombiano che infatti si metterà in affari firmando una linea di preservativi. Ma ce ne sono ancora di cose da raccontare: a Parma tornò dalla Colombia con un piede fasciato, disse che si era tagliato cadendo in piscina ed invece si scoprì che aveva preso a calci le porte di un autobus che gli aveva tagliato la strada; una volta in allenamento in Colombia tirò fuori un’arma (una pistola, si narra addirittura una mitragliatrice) per dare una svegliata ai suoi compagni che si stavano allenando male; la detenzione di armi lo portò anche all’arresto, 7 mesi di carcere, per essere stato fermato con due pistole in auto; saltò persino i Mondiali del ’98 in Francia per le eccessive critiche all’allora ct dei Cafeteros e tante altre ancora…

TINO ASPRILLA OGGI – Come detto, dando seguito alla sua fama di grande amatore Asprilla in questi anni ha firmato una linea di preservativi che portano il suo nome con tanto di foto abbastanza esplicite in messo a ragazze in svestite. Di recente si è parlato di lui perchè nel suo ranch, a casa, a Tuluá in Colombia, gli era stato rubato il toro dal nome Lagrimon, “uno di famiglia” disse Tino nel suo appello per riaverlo come poi fu, ritrovato dalla polizia colombiana. Tino ha anche un figlio, di nome Dairon, che ha seguito le orme del padre. Per ora gioca con qualche guizzo degno del sangue paterno nel campionato americano. Per il resto Aprilla è rimasto nel mondo del calcio, lavorando per alcune scuole calcio colombiane e spesso fa l’ambasciatore in giro per il mondo rincontrando i suoi vecchi compagni della grande Colombia dei primi anni ’90: Higuita e Valderrama magari ricordando la memoria del loro compagno di nazionale Andrés Escobar Saldarriaga assassinato dalla malavita colombiana perchè ritenuto responsabile dell’eliminazione dei Cafeteros ai Mondiali di Usa ’94 dopo la sua autorete decisiva nell’1-2 contro gli Usa.

SPORTEVAI | 19-09-2019 08:00

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