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Che fine ha fatto Benarrivo: dal Parma a Usa '94, ora al mattone

Gran terzino del Parma fece sognare l’Italia con le sue sgroppate ai Mondiali di Usa ‘94

I rigori, prima di Baresi, poi di Roberto Baggio, che finiscono alti nel cielo di Pasadena portandosi via le speranze mondiali dell’Italia a Usa ’94. Di quella spedizione gran protagonista fu, tra gli altri, Antonio Benarrivo. Uno di quelli della classe operaia che sovente va in paradiso. Ma ora che cosa fa il furetto che ha solcato la fascia del grande Parma?

DALLA PUGLIA CON FURORE – Nato a Brindisi il 21 agosto 1968, Antonio Benarrivo oltre il calcio in giovane età ha praticato a buoni livelli anche il basket, ruolo: playmaker. Poi la sua non eccelsa statura lo hanno portato a optare per i campi verdi invece dei parquet. Sempre nella sua Brindisi, Benarrivo muove i primi passi nel calcio dei grandi, in serie C, appena maggiorenne. Qui arriva la chiamata del Padova e Antonio fa il primo importante salto di categoria, in serie B in un ambiente grande fucina di talenti, da Albertini a Di Livio, in squadra con lui, e che culla il talento di Alex Del Piero. Nel 90-91 sfiora la serie A con i patavini ma è solo questione di mesi perché dopo l’estate Benarrivo viene chiamato dal Parma di Callisto Tanzi e Nevio Scala.

PICCOLO (solo di statura) IN UN GRANDE PARMA – Dopo l’esordio da matricola il Parma vuole bruciare le tappe, con i soldi della Parmalat e il pragmatismo di Scala. E ci riesce diventando in pochi anni una delle famose “sette sorelle”. Benarrivo si inserisce in un contesto che vede protagonisti Taffarel, Grun, Osio, Fernando Couto, Melli, Zola, Apolloni, Crippa, Dino Baggio. Diventa terzino titolare nel 5-3-2 di Scala e contribuisce in prima linea, con le sue sgroppate, ai trionfi dei gialloblù in Italia e in Europa anche se non arriverà mai lo scudetto, solo accarezzato in un paio di testa a testa con la Juve di Lippi.

UN MONDIALE SFIORATO – La sua dedizione, la sua bravura, le sue gambe che macinano km come un motorino sulla fascia lo portano a vestire la maglia della Nazionale Italiana. È l’Italia di Sacchi che prova a scalare il mondo in azzurro dopo esserci riuscito in rossonero. Dopo la prima gara da spettatore in panchina Benarrivo è titolare nella stoica vittoria in 10 vs 11 con la Norvegia. Antonio non perde più il posto da titolare e la sua duttilità a giocare sia terzino destro che sinistro, nonché una grande condizione sotto il sole cocente e gli orari impossibili, sono un’arma in più per gli azzurri. Ed è lui che si conquista il rigore nei supplementari contro la Nigeria suggellando la rimonta 2-1 a firma Roberto Baggio. Le gioca tutte, compresa la finale di Pasadena in cui solo i rigori negano la gioia “mondiale”.

“Ci penso sempre. Perdere un Mondiali ai rigori brucia” racconta ancora oggi a chi gli chiede di quell’esperienza made in Usa.

FINE CARRIERA CON RECORD – Con l’avvicinarsi del nuovo millennio il Parma cambia pelle, in meglio, esplode Buffon, arrivano in ordine sparso Crespo, Cannavaro e Thuram. L’età avanza per Benarrivo che pian piano perde il posto di titolare ma riesce ad alzare ancora trofei al cielo, un’altra coppa Uefa e una Coppa Italia. Smette di giocare nel 2004 dopo ben 257 presenze in Serie A (5 reti) record per un giocatore del Parma. E soprattutto una bacheca da far invidia a tanti top player: 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea e 2 Coppe Uefa. Benarrivo gioca tutte le finali, eccezion fatta per quelle del ’99.

Di quei 5 gol ne ricorda uno in particolare: “Sono legatissimo al gol che segnai a Vicenza. Salvai la panchina ad Ancelotti”. Carletto quell’anno all’esordio sulla panchina del Parma dopo l’esperienza alla Reggiana, continuò poi la scalata che lo fece arrivare alla Juve e poi al Milan dei grandi trionfi in Champions .

CHE COSA FA OGGI BENARRIVO – Nel 2012 inizia a frequentare il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria-UEFA Pro di Coverciano insieme ad altri illustri ex compagni come Pippo Inzaghi, Fabio Grosso, Hernan Crespo, Marco Materazzi e Fabio Cannavaro. Tuttavia Benarrivo, sposato con due figli, non lavora nel mondo del calcio. Nella sua Brindisi ha aperto una impresa edile molto grande. “Con il mio socio costruiamo, ristrutturiamo e vendiamo. Mi è sempre piaciuto il mattone” ha detto in una recente intervista.

SPORTEVAI | 24-09-2019 13:00

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