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David Sassoli è morto: la politica, la Rai e il nodo Superlega

Ha commosso, la scomparsa di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo e figura nota, vicina a quanti ne aveva imparato a conoscere il tatto e la professionalità, negli anni della sua carriera televisiva. Da qualche mese era ricoverato al Centro di riferimento oncologico di Aviano, struttura d’eccellenza nella quale aveva deciso di trasferirsi, e dove è spirato nella notte, come ha poi confermato il suo portavoce, Roberto Ciullo.

Politico, europarlamentare, giornalista e volto storico del Tg1 e della Rai era stato colpito da una grave polmonite nel settembre scorso, provocata dalla legionella: soltanto lunedì il suo ricordo alla collega Silvia Tortora e la notizia del suo ricovero, per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. David Sassoli lascia la moglie, Alessandra Vittorini, e due figli Livia e Giulio.

David Sassoli: il legame con Firenze e gli inizi

Il giornalismo era stato la sua vocazione: era nato a Firenze, da papà fiorentino e madre pratese, nel 1956 e anche suo padre Domenico era animato dalla stessa passione: a causa del lavoro, infatti, decise poi di trasferirsi con la famiglia a Roma dove si è formato, culturalmente e politicamente, David. Poco più che ragazzo, negli anni Ottanta, aveva partecipato all’esperienza della Lega Democratica, un gruppo di riflessione politica animato da Pietro Scoppola, Achille Ardigò, Paolo Prodi, Roberto Ruffilli.

Aveva iniziato così, quasi naturalmente, a scrivere: a Il Tempo, poi era passato alla redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove per sette anni aveva seguito i principali avvenimenti politici e di cronaca. Come giornalista televisivo, la sua carriera inizia nel 1992 quando esplode, davvero, Tangentopoli come inviato di cronaca nel TG3, nell’poca più gloriosa probabilmente delle testata Rai.

David Sassoli e la sua carriera in Rai

La sua formazione, la grande capacità di lettura degli avvenimenti con un linguaggio immediato, vicino alle persone, lo ha condotto ad assumere anche ruoli importanti nella mediazione giornalista alla guida di programmi di approfondimento come “Cronaca in diretta” su Rai 2.

Nel 1998 gli venne affidata la conduzione di “Prima – La cronaca prima di tutto”, rotocalco quotidiano del Tg1, una sorta di anticipazione del suo ingresso nella redazione del Tg1: nel 1999 fa il suo ingresso nella redazione dell’emittente più importante della Rai, prima come inviato speciale e poi come conduttore dell’edizione delle 13.30 e successivamente di quella delle 20.

Con l’avvento della direzione di Gianni Riotta, nel 2007, Sassoli diventò vicedirettore del telegiornale, nonché dei settimanali di approfondimento Speciale TG1 e TV7.

Sassoli e la politica: la svolta europea

La sua carriera in politica, quella europea principalmente, avviene in quegli anni: il Partito Democratico lo candidò su proposta del segretario Dario Franceschini come capolista nella circoscrizione dell’Italia centrale; con 405.967 preferenze Sassoli risultò il primo eletto e tra i più votati in Italia.

Anche grazie al risultato delle elezioni, diventò capogruppo del Partito Democratico all’Europarlamento nel 2009. Da allora la sua vita professionale era sostanzialmente quanto avveniva a livello istituzionale, ma con un riguardo evidente, presente alle cose italiane.

Sassoli: la Fiorentina e il caso Superlega

Pur non essendo mai stato un tifoso propenso ad esternare le proprie posizioni, Sassoli ha tenuto sempre un legame speciale con la Fiorentina, squadra per la quale ha sempre tifato, e anche su temi calcistici, soprattutto in pandemia, la sua vigile attenzione non è  mancata.

Nell’aprile scorso, aveva rilasciato un’intervista nella quale prendeva posizione con nettezza sulla questione Superlega, sfumata senza raccogliere i successi promessi.

Il ricordo di Ursula Von der Leyen e Valentina Vezzali

Il commiato, oggi, raccoglie e unisce anche chi non ha condiviso la storia professionale e politica di Sassoli, che ha sempre toccato con rispetto e delicatezza temi drammatici, che la cronaca impone all’attenzione.

“Sono profondamente addolorata per la terribile perdita di un grande europeo e orgoglioso italiano. David Sassoli è stato un giornalista empatico, un eccezionale Presidente del Parlamento Europeo e, prima di tutto, un caro amico. I miei pensieri sono con la sua famiglia” ha scritto in un tweet, la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen.

Un ricordo di Sassoli e del suo lavoro “politico” arriva dal numero 1 della Fifa Gianni Infantino: “È con grande tristezza che abbiamo appreso della scomparsa di David Sassoli. Sassoli ha condiviso la nostra passione per l’uso del calcio come strumento di coesione sociale e inclusione, oltre a lavorare insieme su temi come uguaglianza, discriminazione, diritti delle donne, opportunità, libera circolazione, salute e clima. Il suo approccio proattivo e collaborativo può essere evidenziato nel corso della sua carriera di successo. A nome della FIFA, vorrei cogliere l’occasione per porgergli i miei rispetti e porgere le mie sincere condoglianze alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi colleghi e a tutti coloro che lo tengono caro”.

A nome dello sport italiano ha parlato anche Valentina Vezzali, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport: “Grazie Presidente Sassoli per il suo impegno e per aver rappresentato, con orgoglio, noi italiani. Ricorderò il suo appoggio e la condivisione dell’importanza del rapporto tra sport e scuola. Ci mancherà…”.

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David Sassoli è morto: la politica, la Rai e il nodo Superlega Fonte: ANSA

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