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Dino Baggio fa retromarcia su vicenda doping ma chiede comunque chiarezza

L'ex centrocampista cambia versione dopo lo scalpore che avevano fatto in tutto il mondo le sue parole sui farmaci assunti

18-01-2023 09:54

Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

A lanciare l’allarme recentemente era stato Claudio Lotito. Il presidente della Lazio dopo la morte di Mihajlovic e con Vialli già in ospedale a Londra dove sarebbe morto non molti giorni dopo, il 18 ottobre disse: «Io penso che dobbiamo approfondire alcune tematiche, ricorrono troppo spesso alcune malattie che potrebbero essere legate a certe cure, voglio dire anche quello che è successo adesso coi vaccini, non sappiamo cosa possono determinare, servono in questo momento e vanno fatti però… Troppo spesso ricorrono questo tipo di malattie, mi risulta che anche Vialli stia male e che tutta una serie di giocatori… non c’è nessun discorso scientifico, ma ci dobbiamo porre l’interrogativo sul perché accadono queste cose in modo ricorrente. Accadono anche nella vita ordinaria, ma spesso su dei fisici possenti e forti è più difficile che possano accadere. Mi auguro non ci sia nessun nesso però ci dobbiamo porre degli interrogativi a 360° per approfondire alcuni tipi di malattie che cominciano a essere numerose nel nostro mondo».

Dino Baggio ammise di avere paura

A Tv7 è stata poi la volta di Dino Baggio che è entrato ancor più nello specifico, dicendo: «Bisognerebbe investigare sulle sostanze che abbiamo preso in quel periodo. Il doping c’è sempre stato. Bisogna capire se certi integratori col tempo hanno fatto male. Ho paura anch’io, sta succedendo a troppi calciatori».

Dino Baggio e il doping, gli ex compagni divisi

Parole che hanno scatenato una bufera nel mondo del calcio. A commentarle anche due suoi ex compagni ai tempi del Parma. Per Alberto Di Chiara ha sbagliato a dire certe cose: “Dino è un mio carissimo amico e una persona con cui ho condiviso tante gioie. Ma non ci sono prove di relazioni tra l’uso di certe sostanze e la comparsa di formazioni maligne, sono congetture”. Per Alessandro Melli no: “Dino le disse anche a me quelle cose dopo che è venuto a mancare Vialli, se l’ha detto sicuramente l’avrà visto con i suoi occhi. Lo conosco, se dice una cosa sicuramente dice una cosa di cui è certo. Può essere. Dino ha tirato su un polverone. Bisognerebbe risalire a quello che abbiamo preso, investigare un po’ sulle sostanze prese in quei periodi”.

Dino Baggio e il doping: In Spagna ricordano video-choc di Cannavaro

L’eco delle accuse di Baggio è arrivato anche in tutta Europa, i giornali stranieri hanno ripreso le sue parole e in Spagna i portali hanno ripubblicato quel video choc di Fabio Cannavaro, risalente agli anni di Parma, quando nella camera 712 del Grand Hotel Marriott di Mosca, il giorno prima della finale della coppa Uefa , il medico Luca Montagna, il massaggiatore Corrado Gatti, alcuni giocatori, tra cui Fabio Cannavaro, protagonista e regista del video trasmesso da “Punto e a capo”, la rubrica di Rai 2, si fanno vedere mentre assumono il Neoton, un farmaco non appartenente alla lista dei prodotti proibiti, con una modalità, quella della flebo, allora consentita, oggi vietata dal codice Wada.

“È la prova che noi facciamo schifo”. Voce fuori campo: “Posso bucarlo io?”. Dice il medico: “E’ da depravati filmare”. Ancora Cannavaro: “Guardate come siamo ridotti… Ho 25 anni, mi stanno ammazzando… Questa me la vendo, sai quanto becco”. E quando la flebo comincia il suo lavoro: “Sì, che bello…ancora…”.

Dino Baggio fa retromarcia, intendeva antidoping

Alla Gazzetta però oggi Dino Baggio fa dietrofront: «Chiedo scusa a tutti. Io volevo dire “antidoping”, e non “doping”. Infatti ho aggiunto che robe strane non ne abbiamo mai prese, perché non si poteva: c’erano i controlli. Mica si scherzava. È un errore che nasce dalla consuetudine. Noi calciatori, quando andavamo a fare il test nella stanza a fianco dello spogliatoio, dicevamo: “Anche stavolta mi tocca il doping…”. E così questo modo di dire me lo sono portato dietro…».
Baggio insiste sulla richiesta di indagini più accurate «sulle sostanze farmacologiche prese in quei periodi. Magari non c’entrano nulla, magari si scopre qualcosa…. Prendevamo integratori, quelli che si vendono anche adesso in farmacia… era naturale e necessario. Ora, però, vorrei sapere se questi integratori, alla lunga, possono creare danni».

Doping: Baggio chiede controlli e chiarezza

Baggio ieri aveva parlato anche dell’erba dei campi: «Eh sì, avete presente l’odore che si sentiva quando si entrava in campo negli anni Novanta? Era un odore acre, a volte persino fastidioso. A quell’epoca, per tenere i terreni in ordine, si usavano prodotti che contenevano sostanze oggi non più consentite. Adesso, invece, per fortuna è tutto diverso. Ma quelle sostanze che io le ho respirate, si sono incollate al mio corpo. Mi faranno male? Avrò il diritto di sapere o no? Mi piacerebbe che la scienza potesse dare risposte sui farmaci che ci venivano somministrati e che tutto il mondo del calcio ricercasse la verità. Sarebbe un’operazione di trasparenza».

Anche Raducioiu parla di flebo sospette

L’allarme però cresce tra i calciatori ed arriva anche lo sfogo di Florin Raducioiu. L’ex attaccante di Bari, Verona, Brescia e Milan, ora 52enne, ospite di “Sport Report” su Orange Sport, ha detto: “Facevo flebo con un liquido rosa, ho preso anche delle medicine. Ora chiamerò il medico che ci seguiva a Brescia per capire di più. Per sapere che medicine ho preso a Milano, Brescia, Verona. Non sapevamo che cosa stavamo prendendo. Ci è sempre stato detto che si trattava di vitamine, di glucosio. Per tutto il tempo facevamo flebo con questo liquido rosa, alla vigilia delle partite. Lo ricordo perfettamente. A Milano prendevamo altre cose, pillole. L’ho detto prima e dopo la morte di Gianluca Vialli, dobbiamo chiederci perché si verificano queste morti premature”.

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