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F1, Massa allo scoperto sul crashgate: "Quel mondiale è mio". Il silenzio Ferrari, la risposta di Hamilton

Il pilota brasiliano non riesce a dimenticare il Mondiale 2008. Lo vinse Hamilton ma per circostanze dubbie che ancora oggi fatica a digerire.

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Felipe Massa va avanti. Da solo nella sua personalissima battaglia per avere giustizia sul Mondiale di Formula 1 del 2008. Quello famigerato vinto da Hamilton a Interlagos con il sorpasso all’ultima curva su Timo Glock, grande beffa per il pilota brasiliano della Ferrari che per qualche secondo, dopo aver tagliato il traguardo primo, aveva assaporato l’essere campione del mondo.

Ma fu anche il titolo del crashgate, dell’incidente di Nelsinho Piquet a Singapore per far vincere Alonso. Scandalo che a conti fatti costò l’alloro a Massa che ha intrapreso una irta strada giudiziaria per avere ragione. In tutto questo la Ferrari che quel mondiale l’ha perso al pari di Massa non si è mai esposta, al contrario di Hamilton che a margine del Gran Premio d’Olanda ha voluto dire la sua.

Massa sul crashgate: “Nulla contro Hamilton, ma mondiale poco pulito”

Felipe Massa ne ha parlato ancora, aggiungendo altro pepe ad una storia che ritiene tutt’altro che chiusa: “Mi fa male. Era una situazione in cui avevo il titolo tra le mani. Quel titolo era nostro. E ci è stato tolto a causa di una manipolazione. Senza dubbio è qualcosa di molto grave per lo sport, per la giustizia, per la società e per tutte le persone che fanno parte di questo sport, che abbiamo sempre pensato fosse pulito, ma non lo era“. Dopodiché l’ex pilota della Ferrari ha aggiunto: “Non ho nulla contro Hamilton. La lotta riguarda una carriera truccata. Qualcuno ne ha pagato il prezzo. Sicuramente sono stato io“.

Massa al veleno: “Nessuno ha pagato”

Ma la cosa che fa più male a Massa è che nessuno abbia pagato per un reato successivamente accertato dalla Giustizia Sportiva. Neppure Flavio Briatore, uno dei responsabili del finto incidente, prima sospeso poi riabilitato a seguito dell’annullamento della squalifica. “Quando vediamo che qualcosa è stato manomesso, nel momento in cui vediamo che c’è stata una truffa, una rapina, ci arrabbiamo moltissimo. Naturalmente l’ho scoperto nel 2009 e ho fatto tutto il possibile per dimostrare che le cose non andavano per il verso giusto , perché alla fine nessuno venne punito per quello che accadde. Furono squalificati, ma dopo due anni tornò Pat Symonds, Briatore, che stava per essere squalificato a vita, tornò in un attimo. Alla squadra non successe nulla. Alla fine nessuno è stato penalizzato per un furto del genere“. Le parole amare del pilota brasiliano.

La reazione di Hamilton che abbassa i toni

Insomma, Felipe Massa sente suo quel titolo e lo conta come tale. Ma che ne pensa, invece, chi quel Mondiale lo portò a casa davvero almeno stando agli almanacchi? La replica di Lewis Hamilton non si è fatta attendere, sebbene il pilota britannico abbia voluto tenere bassi i toni della polemica: ““Ho una pessima memoria, sono concentrato solamente sul qui e ora e su come aiutare la mia squadra a tornare davanti in campionato. Non penso a quanto accaduto 15 anni fa“. Ma certamente il suo vecchio collega nonché grande rivale di quella edizione, ancora oggi tormentata, fa più fatica a dimenticare.

Il silenzio della Ferrari sul crashgate, Vasseur: “Niente da dire”

In tutto questo la Ferrari che quel mondiale lo ha perso al pari di Massa non ha mai fatto o detto nulla a riguardo, evidentemente anche perchè con le mani legate dal Patto della Concordia e dagli enormi interessi sui sottili equilibri nel circus. A proposito, stimolato da Roberto Chinchero in una lunga intervista a Motosport, il tram principal attuale della rossa, Fredric Vasseur se n’è lavato le mani

“Non voglio fare alcun commento su questo argomento, ho un buon rapporto con tutte le parti coinvolte. È una vicenda complessa, le circostanze sono abbastanza eccezionali. Posso dire che personalmente non sono un grande fan delle revisioni, anche se si tratta di cambiare i risultati 15 minuti dopo la gara”.

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