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Il campione di judo Zantaraia combatte a Kiev: "Putin aggressore"

L'olimpionico ucraino Georgii Zantaraia, campione di judo, ha deciso di lottare contro i russi e di rimanere a Kiev: il suo drammatico racconto a Repubblica

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L’immagine di un campione olimpico è ormai appannata, sbiadita se quello che ci restituisce il presente dei bombardamenti su Kiev, dell’attacco via mare a Odessa e della devastante opera di annientamento di Mariupol è di un giovane uomo in divisa. Il suo nome è Georgii Zantaraia, ex campione mondiale di judo nel 2009, che abbiamo ammirato tutti a Tokyo 2020 gareggiare per la sua Ucraina con i colori che abbiamo imparato a conoscere.

Zantaraia, dal judo alla guerra per l’Ucraina

Da quando è iniziato il conflitto, che ha già causato 79 vittime tra i bambini (un numero impressionante che secondo altre fonti sarebbe stato purtroppo superato) e due milioni e più di profughi secondo le fonti ufficiali, Zantaraia lavora, armato, alla distribuzione di viveri a Kiev.

In un’intervista, rilasciata a Repubblica, Georgii ha raccontato la tragedia quotidiana che sta vivendo a Kiev: “Ho tutto quel che mi serve. Ma ognuno qui è armato, stiamo difendendo il nostro Paese, le nostre città”.

La lotta quotidiana per la vita a Kiev di Zantaraia

Fa parte del Consiglio Cittadino di Kiev e, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, si è armato ed è rimasto nella capitale a combattere, a sostenere il suo Paese. Si occupa, ogni giorno, di trasferire medicinali, assistere chi è rimasto e chi in prima linea si sta opponendo all’avanzata russa: ha un bunker dove rifugiarsi quando ci sono gli attacchi. Ed è lì che scende, quando suonano le sirene insieme agli altri dieci amici che, come lui, resistono.

“È una situazione terribile, stanno bombardando palazzi e case di civili. Tutto è pericoloso qui. Alle cinque del mattino mi hanno svegliato le bombe, dormivo e non capivo davvero quel che stava succedendo. Ma noi siamo pronti a tutto”, ha detto. Chi è rimasto vuole solo difendere il suo Paese. Tokyo è lontana, nei suoi ricordi. “Per me è come se fosse un’altra vita. Ora il mio presente è stare qui, insieme alla mia gente”.

“Non sono rimasto qui per diventare popolare, ma perché questa è la mia casa. Non ripeterò quel che ha fatto la mia famiglia, che scappò dalla Georgia nel 1992. I miei genitori vennero in Ucraina, nel mio sangue c’è la Georgia ma il mio Paese ora è questo. Stavolta non è il momento di andarsene, io non lo farò mai. Finché, appunto, tutto questo sarà finito”, ha tenuto a ribadire Zantaraia.

Zantaraia condanna Putin: parole dure

La Federazione di taekwondo ha deciso di ritirare la cintura nera e quella di judo ha formalizzato la volontà di rimuovere dall’incarico di presidente onorario Vladimir Putin, estremo sostenitore della grande importanza di questa disciplina, di cui era appassionato praticante e che ha incominciato a esercitare in gioventù divenendo un autentico sostenitore di questa antica disciplina.

Il giudizio dell’atleta ucraino, che più di ogni altro conosce la filosofia che ispira e guida questa antica arte marziale, ha stigmatizzato l’invasione da parte della Russia, sottolineando con una frase nettissima quanto sta accadendo. E le responsabilità del presidente russo:

“Un judoka non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore”.

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Il campione di judo Zantaraia combatte a Kiev: "Putin aggressore" Fonte: ANSA

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