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La storia di Tonya Harding: la violenza dietro al sogno triplo axel

La pattinatrice statunitense, Tonya Harding, è protagonista di un film tratto dalla sua autobiografia che svela i dettagli sull'attentato alla rivale, Nancy Kerrigan

02-12-2021 16:28

Nell’oscurità in cui è stato trascinato il suo nome, Tonya Harding riflette la dissoluzione del sogno americano che avrebbe dovuto incarnare, per sé e per sua madre, oggi poco più che un’estranea. Il riscatto che si assapora in questa pellicola Tonya, in onda il 2 dicembre 2021 su Rai Tre, si fonde con l’anonimato denso di una narrazione che tenta di ordinare l’esistenza umana e sportiva di una campionessa, che sarebbe potuta divenire la migliore e invece ha assistito allo sgretolarsi di un sogno. E lasciare spazio a uno dei fatti di cronaca, legati allo sport, che più ha inciso nell’immaginario collettivo.

Tonya Harding, scoperta di un talento del pattinaggio

Tonya Harding nasce nel 1970 nella periferia di Portland, da una famiglia che soffre della sua condizione economica e sociale incidendo con estrema profondità nella crescita di questa bambina dal talento precoce. La prima a credere, quasi ossessivamente, nelle qualità della piccola Tonya è sua madre LaVona la quale ha avuto il merito, ribadito e poi rivenduto, di aver messo i pattini ai piedi della bimba ad appena 4 anni.

E’ stata lei, una madre descritta nel film quasi distaccata quanto anaffettiva a imporre un severo regime di preparazione a Tonya, che diventò uno strumento di emancipazione anche da un punto di vista economico per questo nucleo ai margini della società.

L’esplosione delle sue potenzialità come pattinatrice, sebbene notevoli, tarda a manifestarsi e a 15 anni la pattinatrice si lega, quasi per liberarsi da questa morsa strettissima e spietata, a Jeff Gillooly, un uomo più grande di lei che presto abusa con la violenza della campionessa e che interferisce nella sua carriera agonistica.

Tonya Harding e l’impresa del triplo axel

Nonostante questo quadro, la decisione di Tonya di affidarsi a chi ha davvero supportato il suo talento è decisiva per realizzare l’impresa più ambiziosa per una pattinatrice statunitense: dopo l’ennesimo cattivo piazzamento in una gara, Tonya licenzia la sua storica coach Diane Rowlinson e assume al suo posto Dody Teachman. A soli 21 anni diventa la prima americana donna in grado di eseguire un triplo axel.

Durante i campionati mondiali di pattinaggio di figura del 1991 esegue correttamente il triplo axel, conquistando un primato inarrivabile e realizzando un obiettivo che l’ha consegnata definitivamente alla storia dello sport. Una ascesa che si consuma in un lasso temporale brevissimo: sbaglia tutti gli atterraggi e alle Olimpiadi invernali del 1992 si qualifica solo al quarto posto, subito dietro a Nancy Kerrigan, sua principale rivale. Segue la rottura con il marito e un declino verticale: torna a Portland e lavora come cameriera.

La rinascita e l’oblio: l’attentato a Nancy Kerrigan

Solo Diane, la sua coach, riaccende in lei la fiamma dell’ambizione e la voglia di rimettersi i pattini ai piedi e la convince a prepararsi alle Olimpiadi invernali insieme: incomincia un deja vù dai risvolti perversi. Tonya riallaccia una relazione con il marito, attorno al quale si avvita l’orribile vicenda di cronaca che segnerà per sempre la sua esistenza e la conclusione definitiva della sua carriera.

Gillooly, secondo quanto ricostruito nel processo, architettò un piano per eliminare la principale fonte di preoccupazione per la moglie sul piano sportivo: Nancy Kerrigan, pattinatrice di abnorme popolarità subisce così un attentato apparentemente inspiegabile. Viene aggredita a fine allenamento con una mazza da soggetti poi identificati e sottoposti a giudizio che le causarono un infortunio gravissimo, chiudendole le porte delle Olimpiadi.

Il terribile colpo al ginocchio destro assestato con una sbarra di metallo è opera di un malvivente, tale Shane Shant, che si scoprirà in seguito essere stato assoldato da Jeff Gillooly, nient’altro che il marito di Tonya Harding, connazionale nonché rivale numero uno sul ghiaccio della Kerrigan.

La polizia arresta gli autori di questo episodio che ha nel frattempo catalizzato l’attenzione mediatica statunitense: i malviventi accusano Gillooly e lo stesso farà Tonya.

Le Olimpiadi disastrose di Tonya Harding: ottava dopo lo scandalo

La Harding ammetterà di essere stata a conoscenza delle intenzioni del marito, pur avendo negato di aver pianificato l’aggressione; la Federazione statunitense proverà in ogni modo a escluderla dai Giochi, ma a seguito della minaccia di intentare una causa milionaria sarà costretta a convocare la pattinatrice. Nel clamore mediatico che travolse quelle Olimpiadi, la narrazione da parte dei media appiattì la loro storia – terribile e spietata – in una rivalità che dipinse la Kerrigan come l’eroina e Tonya, la bad girl del ghiaccio. Nancy riuscì ad agguantare il sogno della medaglia d’argento, mentre la cattiva ragazza del pattinaggio scivolò in fondo, nell’oblio di un anonimo ottavo piazzamento.

A parte il suo libro autobiografico, da cui è stato tratto l’osannato film Tonya trionfante sia ai Golden Globe sia agli Oscar, di questa donna sconfitta, arresa e pubblicamente stigmatizzata sappiamo quel che ci è dato sapere dalla stessa protagonista di una vita esagerata, straziata ma unica.

Il suo curriculum dopo aver abbandonato i pattini è quanto di più stravagante si possa immaginare: prima pugile professionista, poi attrice e musicista di scarso successo, concorrente di reality ma anche impiegata, saldatrice, pittrice presso un’azienda di fabbricazione di metallo e costruttrice di ponti. Oggi vive a Vancouver, nello stato di Washington, e pare si alleni ancora con la sua storica allenatrice Diane Rawlinson.

FAQ

Chi è Tonya Harding?

Tonya Harding, classe 1970, è stata una pattinatrice americana passata alla storia per essere stata la prima statunitense a eseguire un triplo axel. Al centro delle cronache per via del suo coinvolgimento nell'attentato a Nancy Kerrigan, sua rivale, ha scritto poi una autobiografia  I, Tonya  da cui è stato tratto il film, Tonya.

Che cosa fa oggi Tonya Harding?

Abbandonato il pattinaggio, Tonya Harding è stata anche pugile professionista e ha lavorato coma operaia, saldatrice e commessa in una ferramenta. Oggi è sposata e si occupa della famiglia e del figlio Gordon.

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