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Menez: Giocavo a poker con Totti e invitavo Ancelotti ai barbecue

L'ex ala del Psg si racconta a France Football

In Italia ha reso forse meno del suo talento, ma ha comunque incantato con le sue giocate con la maglia della Roma e del Milan. Ha vinto con la casacca del Psg ma poi ha scelto il calcio lontano dai riflettori, prima in Messico e poi in Ligue2 dov’è tuttora tesserato col Paris Fc. Dal calcio ha avuto tanto ma non tutto, al calcio ha dato molto ma non troppo. Jeremy Menez è fatto così, spesso osteggiato dalla stampa (“Ma forse ho anche aiutato la stampa a essere cattiva con me. Avrei potuto essere un po ‘più aperto, meno stupido. A volte ero anche stupido, con il mio personaggio stupido. Ero stupido, ma odio l’ingiustizia”) e in un’intervista a France Football rivela aneddoti curiosi.

A poker con Totti, il re di Roma

Nella sua carriera ha avuto modo di ospitare Alex Ferguson nel salotto dei genitori, si è divertito a poker con Totti e ha invitato Ancelotti ad un barbecue ed a precisa domanda indica nell’ex capitano della Roma il calciatore che l’ha colpito di più.

Il feeling tra Menez e Totti “Ce ne sono diversi. Ma dico Francesco Totti. Vengo a Roma, ho 21 anni (nel 2008), vedo Francesco Totti, il giocatore che ho visto su “The Sunday Team” ogni settimana, il re della città eterna. Arrivo lì e scopro una persona umanamente di classe, molto semplice”.

Menez ricorda: “Mi amava moltissimo e mi prese sotto la sua ala, anche i suoi genitori. Mi ha fatto ridere troppo. Mi ha subito messo a mio agio, era una persona molto aperta. Abbiamo sempre giocato a poker con la squadra, ci siamo divertiti. Sul campo, è stato davvero impressionante: era solo lui ad avere questo gioco, questo stile. Non dimentico nanche Zlatan, Thiago Silva o Verratti, però”.

Ancelotti sa come gestire un gruppo

L’allenatore che l’ha stregato invece è l’ex tecnico del Napoli: “Mi piace molto Carlo Ancelotti. Adoro il suo lato umano. Nel calcio, è più importante della tattica. Quando sai come gestire un gruppo, che ce l’hai con te, hai vinto tutto. Lui ce l’ha”.

Poi il ricordo: “Quando Ancelotti veniva ai miei barbecue, chiacchierava con tutti e iniziava a cantare davanti a tutto il gruppo, è stato davvero bello. C’è un confine con lui, che rimane l’allenatore, ma mi è piaciuto molto lavorare con lui”.

Il sogno di Menez

Ora che si avvicina il momento di smettere col calcio Menez si dice tranquillo: “Non ho paura di quel giorno, al contrario. Amo la mia vita, ho riacquistato un gusto per il calcio. Vorrei fare il calciatore senza che nessuno mi riconoscesse. Il lato positivo è che oggi mi fermano di meno. Le generazioni crescono, non sono più il Jérémy Ménez di PSG e va bene così”-,

SPORTEVAI | 26-04-2020 10:01

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