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Paradosso Maehle: leader in Nazionale, male all'Atalanta

Il rendimento del giocatore nerazzurro in Serie A, reduce da ottime prestazioni in nazionale condite da alcuni goal, fa riflettere.

14-10-2021 13:29

Quando nella passata stagione l’Atalanta lo ha acquistato dal Genk, in molti hanno pensato alle infinite possibilità di un giocatore che, stando alle premesse, avrebbe potuto offrire duttilità, dinamismo e, soprattutto, certezze in prospettiva.

A gennaio, poi, in uno dei campionati maggiormente complessi della storia (con numerose incognite relative alla situazione pandemica), l’affare è apparso subito “in pieno stile Dea”: e infatti 25 presenze, tra Serie A, Coppa Italia e Champions League.

Per Joakim Maehle tanti minuti, esperienza importante: prestazioni? Interessanti, ma senza eccessi: se da un lato può sembrare facile inserirsi in un contesto già rodato come quello della squadra di Gian Piero Gasperini, dall’altro, praticamente, non lo è.

Bisogna fare un piccolo salto temporale, però, per comprendere meglio il “Paradosso Maehle”: convocato da Kasper Hjulmand per Euro 2020, il giocatore danese si è reso protagonista di ottime prestazioni agli scorsi Europei.

Sempre titolare, sempre impiegato per tutto l’arco della gara: 120 minuti, addirittura, in semifinale contro l’Inghilterra. E 2 goal contro Russia e Galles: insomma, sì. Tutti hanno pensato all’ennesimo affare dell’Atalanta, con vista rivolta all’attuale stagione.

E’ lì che le speranze e le aspettative hanno dovuto fare i conti con una realtà finora non positiva come il quadro prospettato in estate: 8 gare tra Serie A e Champions League, 5 dall’inizio, 3 da subentrato.

Goal? Nessuno: zero. Prestazioni da “Ni”, né “Sì” né “No”. Il “paradosso” si fa ancora più consistente se si pensa, poi, agli infortunati in casa Atalanta, Gosens su tutti: teoricamente, questo avrebbe dovuto favorire l’ascesa dello stesso Maehle. Invece nulla è cambiato.

Sempre in linea strettamente teorica, la vena realizzativa di Maehle non è proprio la condizione necessaria per giudicare l’inizio di stagione del giocatore nerazzurro (lo sono, al contrario, le prestazioni).

Fa comunque riflettere che in quasi un anno solare il danese non sia ancora riuscito a mettere a segno un singolo goal con la maglia della Dea, se si considerano le sue apparizioni in Nazionale.

Con la Danimarca, infatti, da gennaio a oggi ha siglato 6 goal in 15 gare disputate: una media di poco superiore alla rete ogni 3 partite.

Dopo gli Europei, poi, la statistica è diventata vistosta: Maehle ha segnato contro la Scozia a settembre, quindi nell’ultima sosta per le qualificazioni ai Mondiali che si terranno in Qatar nel 2022 è andato a segno contro Moldavia e Austria, consecutivamente.

Nell’ultimo caso, oltretutto, rete decisiva che ha consegnato la vittoria ai ragazzi di Hjulmand. L’Atalanta lo aspetta e lo farà nelle prossime settimane: lui segna in Nazionale, ma non brilla in nerazzurro. Un paradosso.

OMNISPORT

Paradosso Maehle: leader in Nazionale, male all'Atalanta Fonte: Getty

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