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Pescara, Silvio Baldini come Ancelotti: porta il figlio nello staff

Il Pescara riparte da Silvio Baldini per cercare la promozione in Serie B. Dalle dichiarazioni estroverse al lavoro con il figlio Mattia

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Ci sono signori del calcio che vanno al di là dei risultati. Uno di questi è Silvio Baldini. Dalla famosa pedata a Di Carlo in Parma-Catania fino alle dichiarazioni spesso oltre righe in tutte le piazze in cui ha allenato. Non è un vincente, ma un insegnante. E di lezioni ne ha date tante. Ora è pronto a mettersi dietro la scrivania a Pescara, per provare a centrare la Serie B, che in Abruzzo manca ormai da tre anni.

Pescara, ecco Baldini: l’annuncio di Sebastiani

Nelle scorse ore il presidente del Pescara (molto contestato durante la stagione) ha dato il benvenuto a Silvio Baldini in panchina: “Il mister arriva da noi con qualche mese di ritardo. Dopo i problemi di salute di Zeman lo abbiamo subito contattato ma il Crotone ci ha preceduto. Contentissimo di averlo portato a Pescara. Un allenatore che non ha bisogno di presentazione. L’ho sentito motivatissimo. Un tecnico che apprezzo perché come Zeman ha innata la cultura del lavoro. Non guarda in faccia a nessuno. Ha sempre dato una precisa impronta alle sue squadre. Ha chiesto un solo anno di contratto senza alcuna opzione. Come sempre prenderemo giocatori che possiamo permetterci. Calcio sostenibile”.

Baldini come Ancelotti: il figlio nello staff

Nello staff dell’allenatore ci sarà anche il figlio Mattia, che ha già vissuto l’esperienza lavorativa con il padre sia a Carrara sia a Crotone. Uno stimolo in più per farsi notare. Un po’ quello che succede nella famiglia Ancelotti, con Davide ormai spalla di Re Carlo soprattutto nei momenti importanti, come nella scorsa edizione della Champions League vinta in finale dai Blancos contro il Borussia Dortmund.

Baldini, un “personaggio” che fa bene al calcio

Genuino, stravagante e soprattutto sincero, Baldini è uno dei “personaggi” del calcio. Dalla Serie A alla Lega Pro sempre con la stessa passione e voglia di lasciare un ricordo alla piazza, anche se dichiarazioni sopra le righe ne ha fatte molte, alcune condivisibili altre meno. “Santa Rosalia ha voluto che io tornassi qui, 18 anni dopo il destino mi ha richiamato e io sono sicuro di coronare un sogno in questa città” – disse il giorno della conferenza di presentazione con il Palermo.

Tra le tante esternazioni che hanno fatto la storia, di sicuro hanno un posto di rilievo le sue parole dopo l’andata degli ottavi di finale dei playoff tra i rosanero e la Triestina: “A me della vittoria o della sconfitta non me ne frega nulla. Io voglio sognare, voglio essere libero, non me ne frega di questo mondo. Voglio solo godermi i miei amici e la mia famiglia. L’importante è il percorso”. E a proposito di famiglia fu emozionante la dedica alla figlia disabile dopo la promozione in Serie B: Grazie a lei abbiamo raggiunto il traguardo, ho detto a tutti i miei giocatori che erano come mia figlia Valentina: degli eroi”. Ora è pronto a una nuova avventura con il Pescara, sperando di lasciare il segno in campo e fuori.

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