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Scherma, le ragazze su Tokyo: "Insulti shock, non eravamo squadra"

Rossella Fiamingo: "Ci sono rimasta molto male. I leoni da tastiera ti aspettano sempre al varco".

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Scherma, le ragazze su Tokyo: "Insulti shock, non eravamo squadra" Fonte: Getty Images

Al Festival dello sport, hanno preso parola le ragazze della scherma. La Fiamingo ha preso parola per prima: “Da 25 anni non si vinceva nella spada femminile – sottolinea la spadista siciliana -. È stato un grandissimo risultato. Certo, non avere il pubblico è stato strano, ho vissuto di immaginazione. Per motivarmi guardavo i Cerchi Olimpici: sembrava una gara come tutte le altre, e invece dovevo ricordarmi che era molto importante”.

Non sono mancati però gli insulti ricevuti sui social durante le Olimpiadi: “Ci sono rimasta molto male. I leoni da tastiera ti aspettano sempre al varco. Dopo la sconfitta ai quarti della gara individuale ho fatto l’errore di aprire Instagram ed ho trovato commenti di ogni tipo. Alcuni non posso proprio dirli, ma già leggere ‘fai schifo’ o ‘vai a fare la velina’ è stato pesante. A volte è difficile trovare la tranquillità per tornare in gara”

Mara Navarria ha cambiato decisamente vita: “Ho scelto di diventare mamma nel clou della mia carriera – racconta -. Ho avuto intoppi durante il percorso però non ho mai mollato e questi sono i risultati. Per me è importante trasmettere l’idea che una donna può essere madre, ma può anche performare nello sport e nel lavoro. Parità nella scherma? In pedana ci difendiamo bene, ma nello staff non c’è ancora parità – dice la friulana -. Io comunque ho già iniziato il percorso per diventare tecnico”.

E’ poi la volta di Federica Isola: “Cosa ho pensato durante l’infortunio della cinese? Sono stati gli 8 minuti più brutti della mia vita – racconta sorridendo la spadista ventiduenne -. Mi sono girata verso le ragazze e ho detto: ‘E ora cosa devo fare?’. Sono la più giovane del gruppo e quindi la più inesperta. Alla fine però sono riuscita a concentrarmi e ho dato l’ultima stoccata. Non so nemmeno io come l’ho messa…”.

Alice Volpi non si nasconde: “È vero che il bronzo può sembrare poco, ma noi davvero abbiamo dato tutto quello che avevamo. Il clima era ostile. La cosa poteva essere gestita meglio. Siamo arrivati all’ultimo ritiro prima della partenza e ancora non sapevamo chi fosse la quarta compagna di squadra. Tutti hanno sempre dato il massimo, però ci sono stati momenti di tensione che abbiamo portato anche alle Olimpiadi. Non eravamo una squadra. Prima le cose si dicevano in faccia, invece a Tokyo ognuno stava per conto suo e questo non ci ha aiutato”.

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