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Torino-Juventus, ultrà bianconeri negano di aver infangato Superga: è come la Mole

Il gruppo "Drughi" nella notte ha profanato il luogo simbolo del popolo granata, dove si consumò la tragedia del Grande Torino, a poche ore dal derby

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Era iniziato come peggio non poteva il derby di Torino che sul campo è finita 0-0 senza emozioni ma che fuori aveva avuto un prequel indegno. Nottetempo alcuni ultrà della Juventus, appartenenti al gruppo dei “Drughi” avevano profanato un luogo simbolo della leggenda granata, la Basilica di Superga a Torino che fu teatro di una delle più grandi tragedie della storia dello sport, con lo schianto del 4 maggio ‘49 in cui peri’ il Grande Torino di Valentino Mazzola, con striscioni provocatori.

Tre striscioni bianconeri sul luogo della memoria granata

I Drughi avevano agito di notte, rivendicando poi l’azione sui loro profili social. Su uno striscione si leggeva: “Dal 1897 la vera storia di Torino siamo noi”,. accompagnato da una gigantografia con una zebra e un toro e la scritta “El Mata Toro”. Poi un terzo enorme striscione con la firma degli autori: “Drughi”. Una profanazione che ha indignato anche il popolo bianconero.

Lo sdegno dei tifosi sui social

Indignate le reazioni sul web: “Ennesima dimostrazione che gli ultras sono aggregati di subumani” e poi: “Sarà un bel giorno quando avremo anche noi una Thatcher che estirperà gli ultras come gli hooligans. Siamo nel medioevo” e anche: “Quella tifoseria che tutti ben conosciamo oggi per toglierci ogni dubbio hanno nuovamente messo il loro sigillo, il loro dna da marchesato del grillo!”

C’è chi scrive: “Questi miserabili stavano bene fuori dallo stadio. Purtroppo sono tornati a inquinare le acque” e anche: “Atto vergognoso e infame. Solidarietà alle famiglie delle vittime di Superga e al Torino. Questo non è derby, questo è schifo” e poi: “Onore ai caduti di Superga SEMPRE. Vergognatevi…”

Il web è scatenato: “Violare la sacralità di un luogo religioso è già aberrante di suo, ma farlo “in nome” di una rivalità calcistica va oltre ogni limite: civile, sportivo, umano.
Fa solamente schifo” e anche: “E che sarà mai. Goliardia, roba da stadio. Giusto? 5mila euro e passa tutto, fino alla prossima schifezza” e ancora: “Chi infanga la memoria di Superga non rappresenta alcun tifoso e si qualifica per quel che è: ignorante e incivile” e infine: “di notte come i sorci e i ladri. Potevate dimostrare di avere onore e invece siete solo putrida feccia”.

Il comunicato della Juventus

Aveva preso le distanze dall’accaduto anche la Juventus, con un comunicato che recita: “La mancanza di rispetto verso luoghi di memoria storica e insulti gratuiti presso luoghi istituzionali sono entrambe manifestazioni che condanniamo e che si commentano da sole”.

Gli ultrà negano qualsiasi profanazione

Il giorno dopo è arrivata però una precisazione sui social degli autori del gesto: “In merito alle polemiche suscitate su quanto accaduto venerdì notte, ci teniamo a sottolineare che la basilica di Superga è sin dalla sua costruzione simbolo della città di Torino alla pari della Mole, e del Caval’D Brons, e non del Torino inteso come squadra di calcio. Lungi per tanto da noi inneggiare ai morti, come vorremmo fosse fatto nei nostri riguardi dalle altre tifoserie – scrivono in un post su Instagram i Drughi – Nessuno si è permesso nemmeno di pensare ad oltraggiare la lapide dei caduti. È stata solo una dimostrazione che Superga, dominando dall’alto la nostra città fa parte dal 1897 della storia della prima squadra di Torino”.

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