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Volley femminile, polveriera Italia: rivoluzione dopo il flop Mondiale

La pesante sconfitta contro il Brasile in semifinale ha scoperchiato polemiche interne e tensioni all'interno dell'Italia: Mazzanti verso l'addio, Egonu riflette

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Ci sono occasioni, anche nello sport, in cui il futuro conta molto più del presente, anche se questo impone di giocare una partita che dal punto di vista strettamente storico può avere una valenza molto significativa. Sabato alle 16 ad Arnhem Stati Uniti e Italia si affronteranno nella finale per il 3° posto del Mondiale 2022. Al di là dell’amaro e beffardo compito di fare da apripista a Serbia e Brasile, che alle 20 nello stesso palazzetto si contenderanno la gloria iridata, va da sé che né per le campionesse olimpiche in carica, né per quelle d’Europa e della Nations League, vincere o perdere la “finalina” può rappresentare un risultato in grado di cambiare il bilancio di una spedizione se non fallimentare, quantomeno deludente.

Italvolley femminile, la rabbia della Federazione dopo il flop contro il Brasile

Così, se all’interno dello staff statunitense, poco più di dodici mesi dopo l’exploit di Tokyo, sostanzialmente inatteso, non ritrovarsi nella finale per la medaglia d’oro ai Mondiali non ha rappresentato una sorpresa in senso assoluto, alla luce di un cammino mai davvero convincente durante le lunghissime fasi a gironi, nel clan Italia il tracollo contro il Brasile, perché di questo si è trattato, sembra essere stato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso delle tensioni e delle polemiche interne che covavano all’interno da tanto tempo. Per questo le dichiarazioni del presidente federale Manfredi a poche ore dalla partita contro gli Usa sono solo in parte in distonia con l’importanza di un match che può mantenere le Azzurre sul podio quattro anni dopo il secondo posto di Giappone 2018 regalando la terza medaglia iridata della storia della pallavolo femminile italiana dopo l’oro del 2002: “Per noi importante la medaglia per il terzo posto. Che ci sono problemi è evidente” ha detto il numero 1 federale. Come dire: il presente conta a livello “simbolico”, ma il futuro molto di più.

Da Tokyo 2020 al Mondiale 2022: la storia per l’Italia del volley femminile si ripete

Nulla, quindi, si può escludere a priori, né un cambio di guida tecnica, né rivoluzioni clamorose all’interno del gruppo, sempre figlie di quelle “tensioni” di cui sopra, le stesse che erano emerse, anche se solo in parte, dopo l’ancora più clamoroso flop di Tokyo 2020. Perché se al Mondiale l’Italvolley femminile è comunque arrivata a un passo dalla finale, nell’ultima Olimpiade il “fracaso”, per dirla alla spagnola, è stato davvero fragoroso, con il crollo inatteso nel penultimo match del girone contro la Cina, seguito dal ko proprio contro gli Usa, prodromo della disfatta nei quarti di finale contro la Serbia, capace di dominare il match grosso modo come fatto dal Brasile nel quarto set della semifinale mondiale. Allora si parlò di una squadra troppo dedita ai social che a fare gruppo, indiscrezioni che fecero infuriare le ragazze. Quindici mesi dopo quella che appare come una certezza è l’incapacità della squadra di reggere le pressioni, di fare la faccia cattiva quando la posta in palio si fa davvero altissima e di conseguenza cresce anche il livello delle avversarie.

Italia, Mazzanti verso l’addio: futuro in bilico per Paola Egonu

Le parole di Manfredi sembrano fare da preludio al siluramento del ct Davide Mazzanti, in sella dal 2017 e il cui palmares, con Europeo e Nations League in bella mostra, resterà nella storia del volley italiano, ma al quale viene rimproverato qualche errore di troppo sul piano tattico, anche se il confronto con un mago come Zé Roberto, capace di assestare una vera e propria lezione al collega in semifinale sul piano del gioco e dei cambi, può apparire ingeneroso. Al tecnico marchigiano non verrebbe perdonata neppure una gestione troppo morbida del gruppo e indulgente nei confronti di alcune stelle, su tutte Paola Egonu. Ecco allora diffondersi l’ipotesi secondo la quale quella contro gli Stati Uniti possa essere addirittura l’ultima partita in azzurro di colei che è considerata l’opposto più forte del mondo, che tra pochi giorni inizierà la nuova avventura professionale al VakifBank e che al Mondiale ha deluso più di tutte, non solo per il set point malamente sprecato sul 24-23 del terzo set contro il Brasile, sliding doors della semifinale, ma anche per un rendimento generale inferiore alle aspettative e carente a livello di leadership. Possibile che a 23 anni Paola decida già di chiudere con l’azzurro? O magari ci sarà solo una pausa di riflessione dopo i tanti impegni ravvicinati e a due anni da Parigi 2024? L’ora del redde rationem sta comunque per arrivare, perché il gruppo delle azzurre sarà anche giovane, ma l’assenza di quelle due medaglie, olimpica e mondiale, fa troppo male.

Volley femminile, polveriera Italia: rivoluzione dopo il flop Mondiale Fonte: Getty Images

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