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Vuelta 2023, 3a tappa: Evenepoel sprinta e poi cade, ma è sua la maglia rossa

I big sono rimasti tutti compatti e ai -300 dall’arrivo il belga ha piazzato l’allungo decisivo, al quale non hanno saputo resistere Vingegaard (secondo di giornata), Ayuso e Roglic

28-08-2023 20:17

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Evidentemente non può esistere pace per Remco Evenepoel, almeno non in questa Vuelta. Perché dopo le polemiche seguite alla crono squadre corsa al buio, nemmeno la vittoria di Andorra l’ha potuto rinfrancare come pure la strada avrebbe suggerito: una rovinosa caduta arrivata dopo la linea del traguardo, causata dalla presenza di una donna al seguito di uno dei team in corsa, ha finito per rovinare la giornata del campione nazionale belga, che ha riportato una ferita al volto è una allo zigomo, la cui entità si potrà capire meglio nelle tappe a venire.

Il capitano della Soudal Quick Step ha dettato legge

Allo sprint però Remco non aveva fatto prigionieri: arrivato assieme al gruppo dei migliori, il capitano della Soudal Quick Step ha imposto immediatamente la sua legge nel primo arrivo in salita dell’edizione 2023 della corsa spagnola, conquistando d’autorità anche la maglia rossa di leader.

Il tutto in coda a una tappa che fino a una trentina di chilometri dall’arrivo non ha proposto particolari scossoni, con tre uomini in fuga (tra cui Caruso) e soprattutto con Juan Ayuso che per primo ha provato ad accendere la miccia sulla salita finale, con Sepp Kuss della Jumbo Visma andato subito in copertura.

L’allungo decisivo ai 300 metri dall’arrivo

I big sono rimasti tutti compatti e ai -300 dall’arrivo, il campione del mondo a cronometro Evenepoel ha piazzato l’allungo decisivo, al quale non hanno saputo resistere Vingegaard (secondo di giornata), Ayuso e Roglic, che non ha trovato abbuoni per strada, chiudendo al quarto posto.

Bene il baby Lenny Martinez, così come bene Mas e Soler che hanno legittimato le ambizioni degli spagnoli, almeno nelle tappe di montagna. Subito lontano dai migliori Geraint Thomas e Mikel Landa, mentre Andrea Vendrame grazie ai punti colti nei traguardo volanti diventa il nuovo leader nella classifica a punti. Domani tappa adatta ai velocisti (quei pochi che ci sono) o per attaccanti in cerca di gloria.

Le pagelle della 3a tappa: i top

  • REMCO EVENEPOEL 9,5. Il belga ha fatto capire di avere le idee chiare su cosa vuole dalla sua Vuelta, anche se trova sempre un motivo per complicarsi la vita. Perché la caduta post traguardo lo coglie di sorpresa, ma potrebbe pesare enormemente nell’economia della sua corsa. Il primo colpo, però, l’ha sferrato lui. E questo è un segnale chiaro.
  • JONAS VINGEGAARD 8. Il vincitore degli ultimi due Tour de France è andato su regolare e ha patito solo la rasoiata di Evenepoel, che certo ha caratteristiche diverse dalle sue. Ha dimostrato di star bene, che in salita nessuno può pensare di non fare i conti con lui e di sapere come completarsi. Jonas c’è, e tutti ne sono felici.
  • JUAN AYUSO 7. Prova a far saltare il banco, costringendo le squadre dei rivali (Jumbo Visma in testa) a rispondere al suo primo assalto. Ha voglia di mettersi in mostra e non si scompone nemmeno quando viene subito ricondotto a più miti consigli, ma alla fine in volata si prende 4” di abbuono che non fanno male.

Le pagelle della 3a tappa: i flop

  • PRIMOZ ROGLIC 5,5. Resta a ruota, senza prendere troppi rischi, ma senza mai dare la sensazione di voler prendere l’iniziativa. Forse la caduta di domenica lo condiziona un po’, o magari è la presenza di Vingegaard a costringerlo a starsene più cauto. Però quando Remco scatta, lui non risponde come ha più volte fatto vedere di poter fare. E alla fine nel primo arrivo in salito paga dazio, cedendo secondi preziosi.
  • GERAINT THOMAS 5. L’uomo di punta di casa Ineos Granadiers becca 47” e vede allontanarsi la prospettiva di poter lottare per il podio, tenuto conto che la concorrenza è davvero spietata (almeno rispetto al Giro). Arriva con Bernal, e non si capisce se il colombiano abbia dovuto aspettare il britannico o se in fondo ha fatto il massimo, come ci si poteva attendere. Per GT, le cose si mettono male.
  • MIKEL LANDA 4,5. La sua Vuelta finisce praticamente prima ancora di cominciare. Perché becca un minuto secco sul primo arrivo in salita, e di fatto fa capire che la gamba non è quella desiderata. Alla Bahrain Victorious probabilmente stanno già ricalibrando il percorso: punteranno alle singole tappe, come ha provato a fare Caruso già ad Andorra. Per Mikel la conferma di un 2023 da dimenticare.

La classifica generale dopo la 3a tappa

  • 1 Remco Evenepoel (Soudal Quick Step) 8h43′11”
  • 2 Enric Mas (Movistar) +5”
  • 3 Lenny Martinez (Groupama FDJ) +11”
  • 4 Jonas Vingegaard (Jumbo Visma) +31”
  • 5 Aleksander Vlasov (Bora Hansgrohe) +33”
  • 6 Cian Uijtdebroeks (Bora Hansgrohe) +33”
  • 7 Romain Bardet (DSM Firmenich) +35”
  • 8 Santiago Buitrago (Bahrein Victorious) +35”
  • 9 Wilco Keldermann (Jumbo Visma) +37”
  • 10 Primoz Roglic (Jumbo Visma) +37”

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