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WTA, scontro aperto con la Cina su vicenda scomparsa Peng Shuai

La WTA cerca di andare in fondo alla vicenda della tennista Peng Shuai, di cui non si hanno più notizie da inizio novembre dopo la denuncia di violenze sessuali a carico dell'ex vice premier cinese.

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WTA, scontro aperto con la Cina su vicenda scomparsa Peng Shuai Fonte: Getty Images

La WTA, l’associazione del tennis femminile, continua a insistere sulla vicenda legata alla tennista giapponese Peng Shuai, “scomparsa”, lo scorso 2 novembre dopo le accuse di violenza sessuale a carico di un ex alto funzionario del governo di Pechino, l’ex vice-premier Zhang Gaoli. Da allora il mondo dello sport e in generale la diplomazia mondiale sta continuando a chiedere notizie della tennista, dopo che i suoi sociale sono stati censurati e dopo che la. vicenda all’interno del paese è stata chiaramente messa a tacere.

In rete spuntano video e foto di terze parti che ritraggono la tennista a casa, al ristorante e alla presentazione delle Fila Kids Junior Tennis Challenger Finals di Pechino, ma molti non credono all’autenticità di tali filmati, men che meno il presidente della WTA Steve Simon: “Non è chiaro se sia libera, in grado di prendere decisioni e intraprendere azioni da sola, senza coercizioni o interferenze esterne”.

Dunque ecco la svolta decisa del tennis femminile. In una lettera ufficiale inviata all’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, la Wta esige prove inconfutabili sullo stato di salute dell’ex n° 1 del mondo nel doppio:

“Per far sì che la situazione si risolva in maniera soddisfacente ho due richieste. Primo, deve esserci una verifica indipendente e verificabile del benessere di Peng Shuai. Chiedo quindi che le sia permesso di lasciare il Paese o di parlare in videoconferenza con me, senza che nessun altro sia presente, a meno che non venga richiesto da Peng Shuai. Secondo, l’accusa di aggressione sessuale è seria. […] È importante che queste accuse siano investigate in maniera equa, esaustiva e trasparente senza censure. Qualunque altra soluzione sarebbe un passo indietro per i diritti delle donne e per la giustizia […] Se le nostre due richieste non vengono onorate, non avremo altra scelta se non considerare seriamente se sia il caso di tornare a giocare in Cina. Se Peng Shuai non è al sicuro, libera di andare dove desidera o parlare liberamente, nessuna delle nostre giocatrici può essere al sicuro in Cina. E se le accuse di Peng Shuai non sono investigate in maniera adeguata, ciò sarebbe fonte di grave preoccupazione per tutta la WTA. In altre parole, la WTA è a un bivio con la Cina”.

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