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Cagliari, l’ultimo capolavoro di Ranieri: la storia infinita dell’allenatore gentiluomo

La carriera dell’allenatore romano iniziata nel lontano ’86 sulla panchina della Vigor Lamezia: da allora il tecnico non ha mai smesso di raccogliere complimenti 

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Claudio Ranieri è nato a Roma, ma ad amarlo è l’intero mono del calcio: il 71enne allenatore che ieri ha firmato la sua ultima impresa riportando in serie A il Cagliari è l’antitesi dei tecnici sboccati e piagnoni, di quelli che hanno bisogno di creare un nemico per vincere. L’allenatore gentiluomo, signore nelle vittorie e nelle sconfitte, tornato nel massimo campionato grazie all’unico metodo che conosce: il lavoro.

Ranieri e la prima promozione col Cagliari

La carriera di Claudio Ranieri comincia alla periferia del grande calcio, la stessa che poi gli darà le soddisfazioni più grandi: ex attaccante di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo, inizia ad allenare in Interregionale, alla Vigor Lamezia, nel lontano ’86. Al Cagliari i primi successi e anche la prima promozione in A della carriera, nel ’90, seguita dalla salvezza. Inizia così un percorso che lo porterà ad allenare in alcuni dei principali campionati d’Europa, dalla serie A alla Liga, dalla Premier League alla Ligue 1 (con il Nantes).

Ranieri, allenatore di sentimenti

Ranieri incanta ovunque con i suoi modi, con un calcio pratico ma mai sparagnino o rinunciatario. Allena i sentimenti, la testa dei giocatori, li convince di poter traguardi impensabili, come la vittoria del Leicester in Premier League, il suo capolavoro assoluto, nella stagione 2015/16, che gli vale anche una laurea honoris causa da parte dell’Università di Perugia, oltre a svariati premi come allenatore dell’anno: Ranieri allena una squadra di giocatori non certo straordinari, ma che sul campo dà tutto, in ogni gara, fino a vincere il campionato davanti a super potenze come le squadre di Manchester, il Chelsea, l’Arsenal, il Liverpool.

Dilli-ding, dilli-dong!”, la campanella immaginaria che Ranieri suona ai suoi giocatori per svegliarli durante gli allenamenti diventa un tormentone, ma l’episodio che spiega meglio la sua cultura del lavoro è un altro. “Se non prendiamo gol, vi meritate una pizza”, promette Ranieri ai giocatori durante la stagione. Il Leicester conserva il clean sheet, ma arrivati in pizzeria i giocatori scoprono che la pizza devono prepararsela da soli. “Ci dobbiamo conquistare ogni cosa, la squadra deve saperlo”. Ecco, puro Ranieri.

Ranieri e il “San Nicolazo”

All’elenco delle sue gioie manca quello con la squadra più cara, la Roma, portata a un passo dallo scudetto nel 2010, sfumato poi in favore dell’Inter di Mourinho. I romani lo amano comunque, e lo riaccolgono a braccia aperte nel 2019, dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco. Una parentesi breve, poi per Ranieri c’è la Sampdoria, salvata con 4 giornate d’anticipo dopo un inizio disastroso. Salvezza che poi ripete, con numeri ancora migliori, l’anno seguente. Il resto è cronaca: la sostituzione di Liverani a dicembre 2022 sulla panchina del Cagliari, il 5° posto in stagione regolare e i successi ai playoff su Venezia e Bari.

Il “San Nicolazo”, come è stata già ribattezzata sul web la vittoria di ieri su un campo pronto alla festa, è il suo penultimo capolavoro. L’ultimo è la richiesta ai tifosi del Cagliari di non infierire su quelli del Bari: signori si nasce, e Claudio Ranieri lo nacque.

Cagliari, l’ultimo capolavoro di Ranieri: la storia infinita dell’allenatore gentiluomo Fonte: Getty Images

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