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Che fine ha fatto Torrisi, eroe al derby dei 3' di fuoco: da 0-2 a 3-2

L'ex centrocampista del Torino è passato alla storia per il gol deciviso nella gara con la Juve di Platini e Boniek nell'83

02-10-2021 09:56

Si racconta che ai tempi del Grande Torino, quello di Maroso, Gabetto Bacigalupo, Loik e via continuando, quando i granata erano in difficoltà un trombettiere del Filadelfia suonava le note della riscossa, capitan Valentino Mazzola si sbracciava le maniche della maglia e in 15′ il Torino travolgeva l’avversario, chiunque fosse. Era il famoso quarto d’ora granata. In tempi più recenti però sono passati alla storia i 3 minuti che stravolsero il derby della Mole nell’83.

Torrisi segnò il gol del 3-2 a coronare la rimonta granata dell’83

Era il 27 marzo del 1983 e al Torino riusciva un’impresa storica: i granata di Bersellini battevano al Comunale in rimonta la Juventus per 3-2 dopo essere stati sotto per 2-0, con tutte le reti del Toro segnate in soli 3 minuti. Il tabellino di quell’epico match segna: Rossi 15′ (J), Platini 65′ (J), Dossena 71′ (T), Bonesso 72′ (T), Torrisi 74′ (T). Un’impresa che fece impazzire il popolo granata e che proiettò nella leggenda eterna l’autore del gol decisivo, Fortunato Torrisi.

Calabrese di nascita, Torrisi nel 1975-1976 esordì in Serie A con il Como. Ritornò al Siracusa per la stagione successiva, e quindi fu ceduto al Chieti. Nella stagione 1978-1979 passò alla Pistoiese, poi l’Ascoli e quindi il Torino. Un solo anno, ma magico come ricordò a Torinogranata pensando a quel celebre derby: “credo che quella partita sia entrata di diritto nella storia del Torino. E’ stata un’emozione grandissima, indescrivibile. Una partita del genere, con un risultato così, ti cambia la vita, nonostante sia passato tutto questo tempo, ricordo quel derby come se fosse ieri. Nella Juve c’erano giocatori del calibro di Bettega, Rossi, Platini, Boniek, Cabrini, Gentile e Scirea, e in panchina c’era Trapattoni”.

Qualche anno da allenatore, poi la scelta della scuola calcio per Torrisi

Dopo aver giocato con la Lazio gli ultimi anni da professionista di livello, Torrisi iniziò la carriera di tecnico proprio in biancoceleste allenatore nelle giovanili della Lazio, ricoprendo anche il ruolo di osservatore, per poi passare a quelle della Lodigiani. Il suo ultimo incarico è alla Civita Castellana, squadra di Serie D, rassegnando però le dimissioni nel 2010: “Ma alla lunga ho capito che la mia vera strada era un’altra. Troppe delusioni, mi gratificava di più il lavoro con i ragazzi, l’impegno di istruttore. Ho iniziato come tecnico nel vivaio della Lazio, otto anni, portando giovani dalla Primavera alla prima squadra. Ho lavorato al fianco di Bob Lovati anche come osservatore”

Sposato con la signora Nicoletta, romana, ha un figlio, Matteo, che lo ha reso nonno di Leonardo e Valentino. Torrisi oggi dirige una importante scuola calcio a Roma, l’Accademia Torrisi (lo slogan “…a piccoli passi verso le stelle”) da lui fondata, grossa struttura nella quale si svezzano i talenti del futuro. E’ un centro di prim’ordine in zona Tor di Quinto: “Adesso siano associati alla “Orange Futbolclub” ed abbiamo stretto un rapporto di collaborazione con l’Empoli. Con me c’è anche Matteo”.

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