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Chi è l'arbitro Abbattista di Molfetta

Carriera, stile e caratteristiche tecniche del fischietto pugliese, tra i direttori di gara designati per l'attuale massimo campionato di serie A.

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Preferisce il dialogo all’intransigenza, ha beneficiato di una deroga per continuare a fare l’arbitro ed è vivo per miracolo, essendo sopravvissuto a un terribile incidente stradale. Questo, in estrema sintesi, l’identikit di Eugenio Abbattista, il fischietto della sezione di Molfetta che fa parte della flotta arbitrale di serie A e B per la stagione 2021-22. Un arbitro d’esperienza, anche se ancora relativamente giovane: è nato infatti a Bari il 28 dicembre 1982, anche se è molfettese doc.

Che mestiere fa l’arbitro Abbattista

Il direttore di gara pugliese si divide tra i campi e gli istituti di credito. È infatti un apprezzato bancario, professione che svolge con regolarità nel corso della settimana. Nei weekend, invece, è costantemente in scena sui campi di serie A e B ormai da diverse stagioni.

La carriera dell’arbitro Eugenio Abbattista

Abbattista ha iniziato relativamente tardi ad arbitrare. Ha infatti debuttato a livello provinciale nel 2000, a 17 anni, età in cui molti suoi colleghi possono già vantare anni di esperienza. Ci ha messo poco, però, per bruciare le tappe. Nella stagione 2009-10, infatti, è entrato a far parte dei quadri della Can Pro, arrivando a dirigere due finali per la promozione in cadetteria. Nel 2012-13 ha esordito in serie B, per poi debuttare in A in Sampdoria-Chievo alla 26ma giornata (2-0 il punteggio finale). Nel 2020, al termine dell’ottava stagione da fischietto professionista nella Can di B, avrebbe dovuto smettere: ha però beneficiato di una deroga e, grazie al cambio di regola – 45 anni d’età unico limite per le direzioni – potrà regalarsi ancora altre sei stagioni sui campi delle categorie più prestigiose.

Arbitro Abbattista: stile, caratteristiche e polemiche

Ama il dialogo con i giocatori, pretende però rispetto e non ha paura di prendere decisioni importanti. Eugenio Abbattista è un fischietto che tira fuori il cartellino solo quando necessario e che non ama troppo la tecnologia, anche perché fino a questo momento ha avuto poche occasioni per essere coadiuvato dai mezzi di sostegno, avendo diretto partite soprattutto in serie B. Il suo nome, insieme a quello di Robilotta, è finito nella primavera del 2021 al centro di una polemica sui “voti truccati” per arrivare in serie A: ombre e sospetti che non ne hanno pregiudicato la promozione tra i fischietti del massimo campionato.

Abbattista, l’incidente in cui rischiò di morire

Nel mese di marzo 2016, di ritorno in Puglia dopo la direzione di Salernitana-Virtus Entella, l’auto su cui viaggiava Eugenio Abbattista si schiantò contro un tir in sosta lungo l’autostrada A16, nei pressi dell’uscita di Benevento. La vettura dell’arbitro, completamente distrutta, terminò la sua scorsa in una scarpata e a prestargli i primi soccorsi non fu l’autista del camion, che si diede alla fuga, ma un operatore della Croce Rossa fuori servizio, che dopo aver attraversato di corsa l’autostrada riuscì a tirar fuori Abbattista dalle lamiere e ad avvisare 118 e polizia stradale. Al giovane soccorritore, Ciro Carbone, e alla CRI l’arbitro ha poi dedicato una toccante lettera di ringraziamento.

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