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Fenerbahce, il retroscena sulla follia di Mourinho: perché ha preso Buruk per il naso e che cosa rischia

Lo Special One ci ricasca: non è la prima volta che aggredisce un collega, era giù successo nel 2011 nel Clasico in Spagna. Ora rischia un lungo stop: gli scenari

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

L’ultima follia di Mourinho ha fatto il giro del globo. Spunta un video che ricostruisce l’esatta dinamica di quanto avvenuto al termine dell’infuocato derby di Istanbul tra Fenerbahce e Galatasaray e probabilmente le ragioni per cui il lusitano ha aggredito il collega Okan Buruk afferrandogli il naso. Ora lo Special One rischia davvero grosso.

Fenerbahce, perché Mourinho ha aggredito Buruk

Il derby di Istanbul si è confermato ancora una volta ad altissima tensione. La rissa finale è frutto del gestaccio di Mourinho a Okan Buruk, che hanno in comune trascorsi all’Inter. Terminata la sfida dei quarti della Coppa nazionale decisa dalla doppietta di Osimhen che ha firmato il blitz nell’arena del Fenerbahce (1-2), l’allenatore portoghese si è diretto verso la terna arbitrale per protestare.

Nello stesso tempo, come si evince da un video che sta facendo il giro del web, si è avvicinato il tecnico del Galatasaray, il quale, dopo aver stretto la mano al direttore di gara e ai suoi assistenti, ha esultato col pugno chiuso proprio sotto gli occhi di Mou. Che è caduto in pieno nella provocazione. Il lusitano ha accelerato il passo per raggiungere il collega e pizzicargli il naso. Buruk è crollato al suolo, Mourinho è stato espulso e da lì la situazione è degenerata.

Quante giornate di squalifica rischia lo Special One

A fare il punto della situazione è il portale turco ‘Spor Arena’, che apre alla possibilità di una sanzione esemplare nei confronti di Mourinho. Già, punito col cartellino rosso da Cihan Aydın dopo il folle assalto a Buruk, secondo il regolamento disciplinare José rischia da una a tre giornate di stop per condotta antisportiva.

Ma sarebbe solo lo scenario più roseo. Se infatti fosse denunciato per aggressione ai sensi dell’articolo 44, lo Special One – sempre meno Special – andrebbe incontro a una squalifica da cinque a dieci giornate oppure una sospensione per un arco di tempo compreso tra 45 e 90 giorni.

Mou ci ricasca: il precedente con Tito Vilanova

Non è la prima volta che l’allenatore dello storico triplete dell’Inter si scaglia contro un collega. Era già successo nel 2011 e sempre in una partita di cartello: la finale di Supercoppa tra Real Madrid e Barcellona. In quella circostanza Mourinho, al timone dei blancos, infilò un dito nell’occhio al compianto Tito Vilanova, vice di Pep Guardiola, beccandosi due giornate di squalifica.

Tornando alla storia recente e alla sua controversa esperienza in Turchia caratterizzati da attacchi continui ad arbitri e Galatasaray, a febbraio il portoghese era stato denunciato per razzismo dal club rivale dopo aver pronunciato espressioni ritenute “disumane e immorali” nei confronti della panchina giallorossa durante il derby di campionato finito con un pareggio a reti bianche. Squalificato per quattro turni poi ridotti a due, in realtà Mourinho era stato fermato non per razzismo ma per le offese rivolte al quarto uomo.

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