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Ferrari, Todt: "Binotto resista, Leclerc un campione ma gli manca qualcosa"

L'ex amministratore delegato della Rossa: "Rimpianti? I cinque campionati che avremmo dovuto vincere in Ferrari e non abbiamo vinto".

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Ferrari, Todt: "Binotto resista, Leclerc un campione ma gli manca qualcosa" Fonte: Getty Images

Al Festival di Trento, Jean Todt ha ricordato il suo trascorso alla Ferrari: “Per me è stato il più bel capitolo della mia carriera. Ma oggi vivo le cose diversamente. Ho molto rispetto per il lavoro di eccellenza che fanno anche altre squadre. E’ stato difficile, ma è stato bello. E per me difficile e bello sono concetti che vanno insieme, perché il bello dipende molto dalla difficoltà di quel che hai fatto. E così che si genera la soddisfazione. Un mio ritorno? Avrei un dubbio che fosse una notizia vera. Ma ci sono sotto tante notizie che non sono vere. Ho fatto una colazione a Torino con Andrea Agnelli. Tanti mi hanno visto e tanti hanno pensato che avrei dovuto lavorare con…la Juve”.

Todt ha voluto mandare un messaggio a Binotto: “Ogni epoca e diversa, non voglio dare consigli. È facile dare consigli. L’unico che gli posso dare è di resistere. E poi ora la Ferrari sta facendo molto bene. Mi pare che la gente non se ne renda del tutto conto. La Ferrari è tornata a vincere. Penso che tutti… beh, quasi tutti, vorremmo vedere la Ferrari vincere i campionati, non solo qualche gara. Possiamo augurarcelo per il prossimo anno, perché quest’anno non credo sia più possibile. Ma per vincere serve eccellenza a tutti i livelli. È difficile raggiungerla, e ancora di più mantenerla. Si comincia con l’eccellenza nei particolari. Da quello che risponde al telefono nell’azienda. Se in un’azienda non rispondono al telefono dopo dieci squilli, quella non è una buona azienda Non si possono fare due errori uguali, se succede significa che c’è qualcosa da cambiare”.

Todt ha voluto dare anche un suo giudizio su Max Verstappen e Leclerc: “Se Max assomiglia a Schumacher? Mah, Michael lo conosco molto bene, Max no. Max come Michael è molto determinato, molto aggressivo. Michael fuori dalla pista è una persona meravigliosa. Di Max non so, non posso dirlo. Ora lo vedo tutto concentrato sulle corse, giustamente. Poi, ovvio, tutti e due hanno avuto a disposizione grandi macchine. Perché per vincere ogni pilota, per quanto eccezionale, ha bisogno di una macchina competitiva. Leclerc? Charles è già un grande campione. Gli manca ancora qualcosa, mi auguro che lo abbia presto…”.

Sulla Ferrari invece, Todt ha le idee chiare: “La Ferrari ad un certo punto ha avuto la migliore auto del campionato. Poi ha perso certe opportunità, penso alla strategia, a una Safety Car entrata al momento sbagliato, a problemi di affidabilità. Diversi episodi che hanno avuto in costo. Su questo c’è da riflettere per evitare che si ripetano. Mai lasciare nulla di scontato. E se riesci a non lasciare nulla di scontato, allora ci saranno tutti gli ingredienti per essere campioni. Ordini di scuderia? Nell’epoca di Schumacher non c’era un pilota numero uno o due: lui e Irvine, lui e Barrichello, lui e Massa son sempre partiti alla pari, con lo stesso trattamento. Poi dopo quattro cinque gare parlavano i risultati”.

Infine, chiusura sui rimpianti: “Ne ho cinque: i cinque campionati che avremmo dovuto vincere in Ferrari e non abbiamo vinto. E poi abbiamo fatto errori, ma è umano: chi non fa errori?”.

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