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Francesco Tavano: dai suoi primi passi al ritiro

Ciccio Tavano è stata un'icona dell'Empoli. Attaccante dal cuore d'oro ma glaciale e infallibile sotto porta. Scopri la storia della sua carriera.

08-03-2023 15:51

Simone Biancofiore

Simone Biancofiore

Giornalista

Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Il calcio è da sempre una grande passione. Scrivere di calcio? Merito di mio nonno, gli devo tanto.

Francesco Tavano: dai suoi primi passi al ritiro Fonte: Getty Images

Silvio Baldini lo ha definito un “ragazzo straordinario, molto riservato e timido. Ha un grande cuore. È timido esternamente, ma internamente è un bravissimo ragazzo”. Francesco Tavano è stato uno degli attaccanti più prolifici dell’Empoli. Anzi, il più performante. Ad oggi, infatti, detiene il record di gol del club toscano: 120 reti in 311 presenze.

La Toscana ha caratterizzato e non poco la carriera calcistica di Ciccio. Oltre ad aver indossato la maglia dell’Empoli, infatti, ha avuto un passato in altre società della regione come Pisa, Firenze Rondinella, Prato, Carrarese e Livorno. Senza dimenticare la parentesi con l’Avellino e le occasioni mancate con Fiorentina, Valencia e Roma.

Francesco Tavano nasce a Caserta il 2 marzo 1979. Inizia a giocare a calcio nel Real San Prisco, società amatoriale campana. Poi il passaggio al Nola, un primo snodo cruciale della sua carriera. Qui vince la Coppa Italia Allievi Regionali e, oltre al trionfo, riesce a farsi notare dalla Fiorentina. Il club viola in lui vede del potenziale e lo inserisce nel suo settore giovanile.

Il club Viola crederà in lui ma non fino al punto di farlo esordire in Prima squadra. Nella stagione 1990/2000 viene girato in prestito al Pisa, in Serie C. L’esordio in campionato avviene il 13 settembre 1999 contro la SPAL, quando Francesco D’Arrigo lo getta nella mischia al 50’ al posto di Davide Ricci. Una prima esperienza che si concluderà con 11 presenze e con zero gol segnati.

I primi veri acuti arriveranno nell’anno e mezzo successivo. Viene girato in prestito all’ AC Firenze Rondinella, in Serie C2. Dal gennaio del 2000 fino a maggio metterà a segno 5 reti in 11 presenze. Rompe gli indugi il 12 marzo quando al 4’ sblocca la partita contro il Pontedera. Il campionato successivo è quello della prima piccola consacrazione. Realizza ben 15 reti, di cui una doppietta, in 34 partite. Un bottino importante per il giovane Ciccio che conclude quella classifica marcatori al 2° posto, meglio solo l’albanese Florian Myrtaj con 16 realizzazioni.

Francesco Tavano approda all’Empoli

Dal 2001 al 2006 Francesco Tavano inizia a far capire all’Italia e all’Europa intera di che pasta è fatto. Nelle prime tre stagioni segna solo 8 gol. Il primo è datato 19 agosto 2001, nella gara di Coppa Italia contro il Catania. Quell’Empoli è guidato da Silvio Baldini e sarà proprio l’allenatore di Massa a lanciarlo nel grande calcio. Ciccio, nel frattempo, ha modo di giocare con attaccanti di assoluto livello come Massimo Maccarone, Antonio Di Natale, Tommaso Rocchi.

Nel campionato di Serie B 2004/05 Tavano riporta l’Empoli in A mettendo a segno 19 reti. Un’annata record per Ciccio che mette a referto ben cinque doppiette (contro Triestina, Piacenza, Torino, Modena e Vicenza). Un Empoli Tavano-dipendente, visto che ogni volta che l’attaccante campano segnava la squadra non perdeva mai.

Un altro snodo cruciale è il campionato di Serie A della stagione 2005/06. Molti calciatori si sono affermati in Serie B più volte per poi fallire l’ulteriore passo della carriera nel momento in cui hanno messo piede nella massima serie. Per Tavano è una sorta di prova del nove che non fallisce. In 40 presenze, tra campionato e Coppa Italia, mette a segno 20 gol. Una media di un gol ogni due partite. Spaventoso. Dimostra di essere un attaccante vero; una punta rapida, fredda sotto porta ma anche versatile.

Caratteristiche che stuzzicano anche il CT dell’Italia Marcello Lippi. Nel 2006, anno in cui l’Italia alza al cielo la quarta coppa del mondo, Tavano viene chiamato in uno stage di preselezione. Davanti a lui però c’è una concorrenza spietata: Gilardino, F. Inzaghi, Del Piero, Iaquinta e Toni. Attaccanti di un livello altissimo e con qualità non da poco. Alla fine non trova spazio in quella che poi è stata una Nazionale che avrebbe incantato il mondo intero e avrebbe alzato la coppa sotto il cielo di Berlino a discapito della Francia.

Francesco Tavano con la maglia del Valencia Fonte: Imago Images

Il doppio grande salto di Tavano

Le due ottime stagioni non passano di certo inosservate, nemmeno agli addetti ai lavori all’estero. Il Valencia si presenta da patron Corsi con un’offerta irrinunciabile da 10 milioni di euro. Un affare che permette al club toscano di fare un’importante introito e a Tavano di avere la possibilità della vita, forse della sua carriera.

Una parentesi che in pochi ricordano. La sua esperienza spagnola, infatti, dura appena 6 mesi. Tre presenze in campionato, due in Champions League e una in Coppa del Re. Appena 218 minuti totali e zero gol. Non scatta nemmeno la scintilla con Quique Sanchez Flores, allenatore de ‘Los Murcielagos’. Tavano è scoraggiato e anche deluso per il trattamento: “Qui mi sento inutile, c’è pregiudizio verso i calciatori italiani. Sembra che io non abbia mai fatto nulla nella mia vita. Qui non mi considerano. Ho chiesto al mio procuratore di venire qui a parlare con la società, perché così non posso andare avanti”.

Anche il suo agente Stefano Guercini, a ‘Teleradiostereo Sport’, pensava ad un’esperienza diversa: “Ci aspettavamo una considerazione maggiore da parte del tecnico, ma nonostante ciò Francesco si impegna al massimo. Tavano nel contesto spagnolo sta bene sia dal punto di vista tattico che tecnico” Ed ecco che torna in auge la possibilità di indossare la maglia giallorossa: “La Roma ai tempi dell’Empoli ha acquisito informazioni sul calciatore e so che lo tiene d’occhio, ma non ci sono stati sviluppi. Se Ciccio continuasse a stare in panchina, già a inizio 2007 potrebbe tornare a casa”.

La possibilità si trasforma in concretezza. Tavano firma con la Roma con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro. Non fu certo un capitolo indimenticabile ma sicuramente meglio rispetto a quanto fatto vedere in Spagna. Colleziona 16 presenze e mette a segno 2 reti. Vince la Coppa Italia anche se Ciccio, in quella doppia finale con l’Inter, non scende mai in campo. In un’intervista per un quotidiano romano ricorda: “Alla Roma ho fatto le mie presenze, abbiamo vinto la Coppa Italia e conquistato il secondo posto in campionato. Ero fuori forma dopo 6 mesi di inattività col Valencia e ci ho messo un po’ per ritrovare la condizione. Alla fine dell’anno non fui riscattato, il Valencia voleva 10 milioni e pensandoci oggi la Roma fece bene a non spendere tutti quei soldi”.

Francesco Tavano al Livorno per il riscatto

Ciccio, per ripartire, torna a casa. Non all’Empoli inizialmente, ma comunque in Toscana. La Roma decide di non riscattarlo e lui torna al Valencia. Ci resta solo poco tempo, perché il Livorno di Spinelli sborsa 6 milioni di euro e porta Tavano in maglia amaranto. La piazza livornese apprezza e non poco lo sforzo economico del presidente che risulta anche essere uno degli acquisti più onerosi della sua gestione. Gli viene assegnata la maglia numero 10, quella che per anni era stata di una leggenda come Igor Protti e che era stata ritirata. I tifosi sognano in grande, soprattutto perché si materializza la possibilità di vedere insieme la coppia Tavano-Lucarelli. Un tandem che, almeno sulla carta, prometteva gol a raffica. Ma tutto questo resta solo una mera illusione perché Lucarelli viene ceduto allo Shakthar Donetsk.

Il rendimento di Tavano, almeno nel girone di andata, non è così male. Mette a segno 9 gol nelle prime 19 giornate di Serie A. Si spegne nel girone di ritorno realizzando una rete nel match pareggiato per 1-1 il 10 febbraio 2008, contro il Genoa. I toscani, con appena 30 punti conquistati e dopo tre anni, retrocedono in Serie B.

La risalita in A, però, è immediata anche se è sofferta. Il Livorno di Leonardo Acori termina la regular season al 3° posto, conquistando un posto nei play-off. Tavano incide e come in quella stagione. Realizza 24 reti, vince la classifica marcatori a discapito di Barreto del Bari. Nelle sfide contro Grosseto e poi in finale con il Brescia, Ciccio trascina i suoi compagni con 3 marcature che equivalgono al ritorno nel massimo campionato. Ciccio è tornato.

La stagione del ritorno in A degli amaranto, però, non ha sviluppi diversi rispetto al passato. La squadra fa peggio rispetto alla stagione 2007/08, conquistando solo 29 punti. Anche Tavano delude e peggiora il suo score e con sole quattro marcature non salva il Livorno. L’anno dopo, in Serie B, Tavano arriva in doppia cifra ma i toscani non vanno oltre un 7° posto.

Negli anni il bomber di Caserta costruisce un buonissimo rapporto con la tifoseria, anche se spesso viene messo al centro di molte critiche. Dopo l’ultima annata in B lascia il Livorno.

Il ritorno all’Empoli con l’obiettivo della Serie A

Nella stagione 2011/12 si materializza la possibilità di riportare Tavano all’Empoli, il luogo sicuro. L’obiettivo del club è quello di tornare in A e per farlo ha bisogno del suo bomber. La cavalcata non fu in discesa e rapida.

Nel primo tentativo l’Empoli rischia addirittura di retrocedere. I toscani chiudono il campionato al 18° posto a quota 47 punti. Per Tavano e compagni sembra di vivere un incubo; i play-out contro il Vicenza non sono state partite adatte ai deboli di cuore. Al Romeo Menti la gara di andata finisce a reti inviolate. Al Castellani va in scena una partita scoppiettante. Il Vicenza, tra il 59’ e il 65’ grazie a Paolucci, realizza due reti. L’Empoli è ad un passo dalla Serie C. Gli uomini di Aglietti, però, non ci stanno. Accorciano prima le distanze con Mchedlidze, poi è Tavano a riportare la pace e la tranquillità con il gol del pareggio. I toscani, quella partita, la vinceranno anche grazie al gol in pieno recupero di Maccarone.

Va decisamente meglio l’anno dopo. L’Empoli di Maurizio Sarri, con 73 punti, ha la possibilità di giocarsi la promozione attraverso i play-off. Ciccio segna addirittura 21 reti ma la beffa arriva nella doppia finale contro, ironia della sorte, il Livorno.

Al terzo tentativo, però, la squadra di Sarri riesce a centrare la promozione diretta. Lo fa alla grande, concludendo il campionato al 2° posto a quota 72 punti. Non è da meno l’apporto di Tavano che mette a referto 22 gol, meglio ha fatto solo Mancosu del Trapani con 26 marcature.

Il ritorno in Serie A coincide anche con l’ultima esperienza in maglia empolese. Appena quattro gol e un rendimento che fa capire come la sua carriera sia ormai destinata ad altri palcoscenici. Lascia sapendo che il suo nome e cognome fanno parte della storia del club toscano, lascia sapendo che nessuno finora è riuscito a fare 120 gol con la maglia dell’Empoli.

Francesco Tavano durante una partita dell'Empoli Fonte: Getty Images

Gli ultimi anni e il ritiro di Francesco Tavano

Tavano torna in Serie B, in quel campionato in cui ha sempre reso al massimo. In quel contesto in cui si è sempre sentito padrone. Firma con l’Avellino, in squadra c’è anche un suo compaesano: Marcello Trotta. Anche qui, sulla carta, una coppia destinata solo a fare magie e gol, ma l’apporto di Ciccio è molto limitato. Segna appena 3 reti. Gli irpini riescono a centrare l’obiettivo salvezza ma a fine stagione Tavano non viene confermato.

Conscio del fatto di non potersi esprimere come un tempo in B, scende di categoria. Nella stagione 2016/17 firma con il Prato. Tavano segna 6 reti ma il club naviga nelle zone basse della classifica e a fine stagione finisce in piena zona play-out.

A 40 anni non ha alcuna intenzione di lasciare il calcio e approda nella Carrarese. Una stagione eccellente per il bomber casertano che riesce a mettere a segno addirittura 18 reti e arrivare al secondo posto nella classifica marcatori del girone. Eterno. In un’intervista per Rai Sport ha detto: “Quarant’anni? Diciamo che per un calciatore è un’età molto avanzata ma per me è solo un numero. Ho sempre la stessa voglia e passione di quando ero piccolo. Arrivare a quest’età ed essere in testa alla classifica marcatori è un orgoglio e un piacere, quello sì. Ho sempre vissuto per il gol e continuerò a farlo finché non smetterò di giocare”. Disputerà altre due stagioni a Carrara e mette a segno 22 reti conquistando sempre i play-off.

Poi la parentesi Prato, un ritorno. In una stagione di Serie D bucherà la rete per 12 volte. Alla fine, a 43 anni, dopo aver iniziato il campionato di Eccellenza con il Tuttocuoio, decide di appendere gli scarpini al chiodo. A Ponte a Egola, però, ci resta, ma nel ruolo di allenatore, diventando il successore di Fabrizio Tazzioli.

Difficile dimenticare Ciccio Tavano e la sua esultanza, mani sui capelli e linguaccia. Un modo di festeggiare particolare nato così: “Una sera io e Francesco Volpe eravamo andati a cena fuori e avevamo bevuto qualche bicchiere di troppo. Io ad un certo punto, verso il dolce, gli ho fatto questo gesto per mimare che ero un po’ brillo. Lui subito mi fa… ‘Bene, allora se segni domenica devi esultare così’. Era la prima giornata di campionato, feci tripletta. E via con l’esultanza… Che avendomi portato bene ho continuato e continuo a farla”. Tavano è l’esempio di una persona perbene che è riuscita ad entrare nei cuori di molti tifosi empolesi e non solo. E chissà come sarebbe stata la sua carriera se avesse disputato quel famoso Mondiale del 2006. Ma con i “se” non si costruisce niente, Tavano è ugualmente diventato leggenda.

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