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Fu il primo straniero del Bari, ora ha l'Alzheimer

La storia di Gordon Cowans, talentuoso centrocampista inglese

14-03-2020 12:56

Fu il primo straniero del Bari, ora ha l'Alzheimer Fonte: Twitter
A Bari lo ricordano ancora: Gordon Cowans, dinoccolato centrocampista inglese dai piedi buoni, fu il primo straniero del Bari assieme al connazionale Paul Rideout. Era il 1985 e i pugliesi si apprestavano a disputare la prima stagione in serie A dopo 15 anni di attesa ed una doppia promozione dalla serie C grazie alla guida di Bruno Bolchi. Cowans aveva allora 27 anni, oggi ne ha 61 anni soprattutto ha fatto sapere di avere contratto il morbo di Alzheimer nella sua fase iniziale, sebbene abbia sottolineato che la prognosi è “buona” come si legge sul Daily News.
LA CARRIERA
A Bari Cowans arriva nel pieno della maturità calcistica, dopo la splendida epopea dell’Aston Villa campione d’Inghilterra nel 1981 e addirittura campione d’Europa l’anno dopo e viene accolto con entusiasmo dai tifosi pugliesi. Il giocatore manterrà alcune abitudini (cappuccino a pranzo insieme agli spaghetti) ma si inserirà bene in Italia. Fermato inizialmente da un bruttissimo infortunio alla caviglia che lo terrà fermo per oltre due mesi, resta tre anni in biancorosso.
I GOL
Il 5 ottobre 1986, realizza la sua prima rete in maglia biancorossa decidendo su calcio di rigore la sfida contro il Pisa, poi si ripeterà a Parma (sconfitta per 2-1) e nel 3-0 casalingo contro il Modena. Confermato per il campionato 1987-88, il secondo di fila in B, lascia l’Italia a giugno del 1988 per far ritorno all’Aston Villa dove diventerà primatista nelle coppe europee con 31 presenze. Intraprenderà poi la carriera di allenatore.
L’AMICO – Quando la notizia si è sparsa ecco arrivare le testimonianze degli amici, come Steve Bull che lo ebbe come compagno al Wolverhampton: “Avevo sentito qualche giorno prima che la dichiarazione venisse rilasciata sulla sua diagnosi e siamo rimasti tutti scioccati. Tutti si augurano il meglio. È una di quelle cose che possono succedere a chiunque, ma quando senti che capita a qualcuno che conosci come lui allora è sempre un duro colpo. Ha un sacco di amici e tutti faranno del loro meglio per aiutarlo con tutto ciò di cui ha bisogno. Tutta la famiglia del calcio sarà con lui”.

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