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Gianluca Vialli, la figlia Sofia riesce a strappare un sorriso in una serata commovente: un colpo al cuore

Un episodio raccontato dalla figlia Sofia ha scosso tutti i presenti e quanti lo hanno ascoltato: svela un uomo ironico, simpatico, ancora capace di ridere e di emozionarsi

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Di quella serata speciale, a distanza di giorni e ore, continuano ad emergere interventi, video, contenuti che riservano ciascuno una componente dell’essere Vialli inedita, sconosciuta anche a quanti hanno reso Luca un simbolo, di vita e di calcio. Prima che Luca Vialli divenisse l’emblema della vita nell’esperienza della malattia, pure di quel cancro al pancreas che l’ha stremato e che aveva definito un ospite indesiderato era l’idolo assoluto sul campo.

Era il giocatore prediletto di tanti, troppi forse abbiano amato il suo talento immenso in campo, l’essere capitano oltre il rettangolo di gioco e lo spogliatoio per sostenere, aiutare, rendere umano un rapporto troppo spesso ridotto dalla narrazione che si fa del calcio.

Vialli, un anno dopo: la serata per la Fondazione

La serata «My name is Luca. Ballata per Vialli», al Teatro Carlo Felice di Genova, ha ricordato Vialli attraverso gli amici della Fondazione, in primis Massimo Mauro che, assieme al campionissimo scomparso un anno fa il 5 gennaio, aveva fondato questo riferimento per la ricerca sulla Sla e sui tumori a cui sarà devoluto il ricavato della serata, il suo gemello del gol Roberto Mancini, Beppe Bergomi, la sua famiglia.

Un elenco ridotto, sia chiaro. ma ognuno ha riportato e condiviso un Luca unico, quello che hanno apprezzato e conosciuto. “Aveva un sogno, diventare presidente della Sampdoria”, ha svelato l’ex ct. Bergomi invece ha rivelato come “Vialli sia stato a un passo dal diventare ct della Nazionale prima di Lippi”, un cero Pep Guardiola ha ricordato “come ci siamo incontrati da giovani in quella finale di Coppa dei Campioni Barcellona-Sampdoria, quando l’allenatore fece bene a togliermi”.

Fonte: ANSA

Massimo Mauro con Tommaso Labate

Il discorso di Fedez

Anche Fedez ha letto un testo estratto dal libro di Vialli, al quale aveva riservato delle parole anche lo scorso Sanremo molto intense. La sua presenza sul palco è un atto di riconoscenza, dopo quelle telefonate che ha riferito nella fase più delicata che ha accompagnato la conoscenza della diagnosi, le decisioni che ha dovuto assumere e anche la sua particolare difficoltà, poi ammessa, e che ha influenzato la sua salute mentale.

“Ho sempre imparato di più dalle sconfitte che dalle vittorie. Anzi, la vittoria è qualcosa che devi saper gestire con attenzione, perché rischi di perdere l’umiltà, di sentirti arrivato, di non sentire più quella fame e quella perseveranza che invece sono alla base del successo. Il mare calmo non forgia il bravo marinaio, dalla tempesta bisogna saperne uscire migliori di quando ci si è entrati”, il passaggio letto da Fedez.

La famiglia e il testo letto da Sofia

Sua moglie Cathryn e le sue figlie Sofia, 17 anni e Olivia, che ne ha 19 sono state testimoni e compagne della sua esistenza, oltre il cancro. A Sofia si deve anche un sorriso, di quelli che solo Vialli riusciva a strappare ai colleghi di Sky – all’epoca della sua partecipazione – ai compagni di spogliatoio, a chiunque lo avesse incontrato. Un episodio divertente che riguarda Vialli, inserito nel libro «Le cose importanti», che raccoglie in una sorta di decalogo gli insegnamenti di Gianluca e uscito in questi giorni.

Ha raccontato di quando, andato in ospedale per sottoporsi ad alcuni esami, un’infermiera aveva detto a Vialli che assomigliava a Bruce Willis. “Mi ha fatto molto piacere, ero lusingato che qualcuno si fosse accorto della somiglianza — scrive il campione —. Così rispondo: “Lo so, non è la prima volta che me lo dicono però mi scambiano spesso per un allenatore ed ex giocatore di calcio che si chiama Gianluca Vialli”. L’infermiera guarda le foto di Vialli su Google poi dice: ‘No, assomigli più a Bruce Willis””.

Fonte: ANSA

Gianluca Vialli con la moglie Catherine

Il desiderio, il più grande di Vialli

Nello stesso libro, Vialli parlava anche delle due figlie, al centro anche del suo desiderio più forte, da ragazzo di provincia cresciuto a Cremona e legato ai suoi luoghi, alle campagne, alla pianura e ai suoi rituali.

“Ciò che mi ha cambiato di più nella vita sono state le mie figlie. A loro non importa niente di chi sono stato, di cosa ho fatto, di cosa ho vinto. Cioè, non è del tutto vero, ma in fondo un po’ sì. Hanno questo modo bello per farmi capire che ciò che gli altri considerano importante di me, di Luca Vialli, per loro non lo è. Per loro è importante quello che ci diciamo a tavola, cosa facciamo nel weekend, quando le porto a scuola e quando le vado a riprendere. Le abbiamo mandate a un college di Ascot, tipo Hogwarts, quello di Harry Potter. Non ci sarà la magia ma costa uguale. Passano lì tutta la settimana. (…). E io, che ho avuto la fortuna di essere indipendente molto presto, so quanto sia importante. Se desidero una cosa, per loro? Di portarle all’altare, sì, come fanno i papà italiani”.

Un desiderio che realizzerà, in modo diverso rispetto a quel che aveva sognato quando scrisse quelle righe, senza alcuna tristezza.

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