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Golf, la Ryder Cup torna in Europa: USA, niente rimonta. Il punto decisivo è di Tommy Fleetwood

La Ryder Cup torna nel vecchio continente: non godeva dei favori del pronostico, eppure la selezione europea è riuscita a riprendersi l’ambitissimo trofeo. Finisce 16,5-11,5

01-10-2023 20:09

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista pubblicista

Giornalista sportivo a tutto campo, in grado di maneggiare con cura tante discipline e coglierne gli aspetti più rilevanti. Vent'anni d'esperienza sul campo non hanno spento la fiamma della curiosità, né la voglia di conoscere ed esplorare l'universo sconfinato dello sport

Da 30 anni in Europa non c’è posto per gli americani. Almeno per quelli del golf, che ancora una volta si vedono costretti a tornare dall’altra parte dell’Oceano Atlantico a mani vuote.

Perché la Ryder Cup torna nel vecchio continente: non godeva di tutti questi favori del pronostico, eppure la selezione europea guidata da Luke Donald è riuscita nell’impresa di riprendersi l’ambitissimo trofeo, con l’Italia che s’è rivelata un autentico portafortuna.

La vittoria europea poco dopo le 17

Al “Marco Simone” di Guidonia il punto decisivo è arrivato poco dopo le 17: l’ha portato Tommy Fleetwood, già grande protagonista dell’ultima vittoria del Team Europe, quella ottenuta nel 2018 in Francia (fece coppia fissa con Francesco Molinari vincendo 4 incontri), consegnando al capitano europeo un trofeo che corona un lungo lavoro e tanti mesi di preparazione.

Il 16 e mezzo a 11 e mezzo finale forse non rende nemmeno troppo l’idea della grande prova offerta dalla selezione del vecchio continente, alla quale sarebbe bastato conquistare 4 punti nei 12 matchplay domenicali per chiudere i conti.

Ne sono arrivati 6, a riprova di un equilibrio che dalla giornata di sabato è stato pressoché totale, con 10 punti conquistati a squadra. Alla fine, insomma, la differenza l’ha fatta la partenza sprint del venerdì, chiuso dall’Europa avanti 6 e mezzo a 1 e mezzo.

Il finale thrilling

La festa dei tantissimi appassionati (quasi tutti stranieri, invero) che hanno preso d’assalto Guidonia è stata irrefrenabile: quando Fleetwood s’è visto concedere l’ultimo putt da Fowler è esplosa la festa, con la pacifica invasione di campo che ha consentito anche ai tanti tifosi di sentirsi protagonisti.

Dopotutto la Ryder è anche e soprattutto questo: colore, passione, divertimento e tanta, tanta sana aggregazione.

Donald, il capitano europeo, aveva fatto capire di voler impostare i match play domenicali con l’intenzione di chiudere i giochi in fretta: Jon Rahm s’è dovuto però accontentare di un pari contro Scheffler (numero uno al mondo), pur guidando l’incontro per lunghi tratti.

Parità tra Lowry e Spieth

Le vittorie di Hovland (contro Morikawa), McIlroy (contro Burns) e Hatton (contro Hatman) hanno consentito agli europei di avvicinarsi sensibilmente all’obiettivo a metà giornata, con gli USA aggrappati ai successi di Koepka, Thomas e Schauffele che hanno avuto il merito di prolungare l’attesa e mettere un po’ di pressione addosso ai giocatori del vecchio continente.

La vittoria di Fleetwood è stata così salutata alla stregua di una liberazione: poco dopo è arrivato anche il risultato di parità tra Lowry e Spieth, mentre il successivo punto portato da MacIntyre su Clark ha chiuso definitivamente i giochi quando già i festeggiamenti erano partiti.

Numeri e futuro

L’Europa ha conquistato la 16esima Ryder Cup della sua storia, che è anche e soprattutto la 13esima negli ultimi 44 anni (contro le 8 ottenute dagli USA, più un pareggio nel 1993), cioè da quando la formula del torneo ha assunto questa conformazione con giocatori statunitensi ed europei (prima era contro britannici, a cui si sono aggiunti negli anni ’70 anche gli irlandesi).

Il fatto che in territorio europeo gli USA non riescano più a vincere dal 1993 è abbastanza emblematico e conferma l’idea che il livello dei giocatori del vecchio continente è ormai superiore a quello dei pur sempre fortissimi americani.

Che avranno l’occasione di rifarsi tra due anni, quando la Ryder tornerà negli Stati Uniti, a Farmingdale, nello stato di New York, mentre nel 2027 l’Europa tornerà ad ospitarla in Irlanda, ad Adare.

Per l’Italia, a fronte di numeri straordinari di presenze e seguito mediatico, c’è dunque da registrare anche la soddisfazione per aver portato nuovamente bene al team europeo, del quale facevano parte nelle vesti di vice capitani anche i fratelli Edoardo e Francesco Molinari.

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