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L’accusa di Ancelotti: Negli anni 80-90 arbitraggi erano corrotti, ora no

L'allenatore del Real Madrid vede molto migliorata la classe arbitrale in tutta Europa ma lancia sospetti sul passato

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Oggi c’è chi si lamenta di Mazzoleni o Orsato, in Italia, o di esperti arbitri internazionali all’estero. In un passato non troppo lontano c’è stata Calciopoli, con l’inchiesta che ha scoperchiato un sottobosco pauroso tra schede telefoniche svizzere per chiamare gli arbitri e le pressioni ai designatori Bergamo e Pairetto, eppure il periodo più brutto legato alla correttezza degli arbitri sarebbe un altro secondo Carlo Ancelotti.

Ancelotti parla di corruzione arbitrale ai tempi in cui giocava

Nella conferenza stampa del Real Madrid ad Ancelotti viene chiesto un parere sugli arbitri. Re Carlo innalza il sopracciglio, come suo costume, e vuota il sacco: “Dobbiamo ricordare che il loro lavoro è molto complicato. Sembrava che il VAR potesse aiutare e in alcune cose li ha aiutati molto. Non si parla più di fuorigioco, per esempio”.

“Ma tutto ciò che non è oggettivo può creare polemiche. Se facciamo un paragone, la corruzione degli anni ’80 o ’90 non c’è più, all’epoca c’era molta corruzione e ora no. In generale l’arbitraggio è migliorato molto in Europa”

Ancelotti smentisce che il figlio andrà all’Everton

Voci di mercato davano suo figlio Davide vicino alla panchina dell’Everton, Carlo smentisce: «Davide vuole fare l’allenatore. Un giorno succederà, è così. Qui è molto bravo. Il giorno in cui smetterò di allenare o quando deciderà, potrà andarsene. Ha le capacità per farlo. Al momento stiamo molto bene qui, il nostro lavoro non è ancora finito».

Ancelotti si difende dalle critiche allo stile di gioco

Nel corso della conferenza Ancelotti ha anche risposto alle critiche sullo stile di gioco del Real Madrid: «Nel calcio ci sono momenti di difficoltà, lo sappiamo bene. Bisogna avere sangue freddo. Tutto qui. Nei momenti di difficoltà è importante avere questo. Il calcio ti dà la possibilità di uscire. Il momento buono può arrivare rapidamente. Devi essere sempre concentrato. L’avevano detto anche l’anno scorso. Noi giochiamo a calcio. A volte lo facciamo bene e a volte meno. Il Madrid non ha un’identità chiara. Per il semplice motivo che non vuole averla. Siamo una squadra che sa fare tante cose, non solo una. E mi piace»

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