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Marco Melandri all'Isola: pilota incompiuto, no vax, l'addio nascosto

Protagonista delle corse e della velocità, Melandri ha dimostrato talento senza eguagliare i grandi miti del motociclismo: un carattere contro e scelte azzardate

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

In questi tempi cupi, un personaggio come Marco Melandri è emblematico di come e quanto un personaggio pubblico, uno sportivo possa assumere caratteri camaleontici, a volte imperscrutabili se inseriti in un dato contesto, in un ambiente a lui estraneo. Chi lo avrebbe mai immaginato sul palco della manifestazione No Green Pass a Milano, ad esempio? Chi lo avrebbe mai investito del ruolo di vate no vax, in questi anni di pandemia?

Melandri è stato un campione assoluto, forse il più grande talento alla guida della sua generazione, senza riuscire però ad esprimersi compiutamente.

Marco Melandri all’Isola 2022

Ora è all’Isola, concorrente tra i concorrenti ma senza riuscire ad aggiudicarsi neanche le simpatie dei compagni di avventura, in una delle edizioni che si preannuncia tra le più interessanti per l’intervento sulla formula e un cast che promette un certo brio.

Melandri è già nominato e poco incline ad addomesticare il suo carattere alla convivenza forzata in questo paradisiaco contesto, lontano dall’Italia.

L’ex pilota, poco prima di partire a gennaio a margine di quella manifestazione milanese, aveva deciso di esporsi in modo inequivocabile asserendo di aver contratto il Covid volontariamente con l’intento di evitare il vaccino e conseguire, così, il Green Pass.

Affermazioni che hanno destato indignazione, sule quale Melandri ha deciso di tornare e di rettificare anche se quelle parole stando a chi le ha raccolte erano inequivocabili. Insomma, una vigilia che non ha affatto giovato all’immagine di un pilota che inneggia alla violazione delle norme vigenti nel mezzo di una emergenza sanitaria.

Melandri e la separazione dalla compagna Manuela Raffaetà

A poche ore, poi, dall’ufficialità della sua partecipazione alla 16esima edizione dell’adventure game condotto da Ilary Blasi, Melandri ha deciso di chiarire in merito alle indiscrezioni relative alla separazione dalla sua storica compagna, la modella Manuela Raffaetà, dalla quale ha avuto la figlia Martina. E che ha dovuto specificare in un lungo post, con una postilla dedicata alla presunta nuova compagna che gli sarebbe stata attribuita.

“Con Manuela abbiamo rotto a fine 2020 – ha scritto Melandri in un lungo post su Instagram – e ognuno stava a casa propria agendo nel bene di nostra figlia. Nel mentre ho conosciuto una ragazza, A.M., ed è nata una storia, non una semplice frequentazione. Manuela era a conoscenza di tutto, mi ha preso per mano senza entrare in conflitto e abbiamo riunito la famiglia”, il post su Instagram.

Melandri pilota: una carriera da campione incompiuto

Il Macio, 39 anni, di Ravenna è stato uno dei piloti di moto italiani più forti degli ultimi vent’anni, con 22 vittorie nel Motomondiale (di cui cinque in MotoGp), 62 podi (20 in top class), un titolo mondiale in 250 nel 2002 con Aprilia e un secondo posto nel Mondiale Moto Gp 2005 con la Honda, alle spalle di un mito del motociclismo, Valentino Rossi.

Con il Dottore ha un rapporto speciale, condito dall’affetto e dalla innegabile sintonia oltre che dalla passione comune per la velocità: le foto giovanili, l’idea di stare insieme e divertirsi. Il senso del divertimento e dell’euforia, tutto come è stato anche con Marco Simoncelli, per Rossi.

Nella seconda parte della sua carriera, in Superbike, Melandri ha disputato sette stagioni e mezza (in due tranche, con una pausa fra il 2014 e il 2017), fino al ritiro nel 2020 a metà campionato: di questa esperienza rimarrà il secondo posto nel Mondiale 2011; in 201 gare disputate ne ha vinte 22, con 75 podi e quattro pole position.

Melandri, un uomo e un pilota contro

Forse è stato il talento più potente della sua generazione, spettacolare, divertente e spericolato, sfrenato oltre ogni misura, ma anche disorientato e troppo distratto secondo alcuni, tanto da non sfruttare al meglio le qualità di pilota dimostrate in pista. Il carattere? L’incostanza? I rapporti burrascosi? Di tutto un po’.

Tra i naufraghi è parso sempre più isolato, in solitaria autodifesa e con una certa diffidenza che lo ha portato alla prima nomination. Deciderà il pubblico se farlo proseguire o chiudere così questa trasferta in Honduras.

Marco Melandri all'Isola: pilota incompiuto, no vax, l'addio nascosto Fonte: ANSA

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