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La morte di Mattia Giani, aperta inchiesta per omicidio colposo: la testimonianza drammatica del padre su medico e defibrillatore

Il giovane calciatore è deceduto nella mattina di lunedì 15 aprile, a seguito di un malore avvenuto in campo durante la partita di Eccellenza. Giovedì o venerdì l'autopsia per accertare le cause della morte

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

L’inevitabile apertura di questo capitolo straziante, sul versante umano prima ancora che legato alle procedure, era inevitabile a anche già annunciato tra le parole del padre di Mattia Giani, morto per arresto cardiaco a soli 26 anni lunedì 15 aprile, durante una partita di calcio.

Ieri pomeriggio, il 16 aprile, negli uffici della Compagnia dei carabinieri di San Miniato è stato sentito Sandro Giani, il padre di Mattia: il verbale è il primo atto dell’inchiesta che la Procura di Firenze ha aperto sulla morte del giovane calciatore per fare luce su quanto dichiarato dal genitore del giocatore. Su defibrillatore, medico, ambulanza.

L’apertura del fascicolo sulla morte di Mattia Giani

Il sostituto procuratore Ledda, titolare delle indagini, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Il pm Giuseppe Ledda disporrà l’autopsia, che si dovrebbe tenere nella giornata di giovedì 18 aprile o il giorno successivo.

Prima delle dichiarazioni raccolte dai carabinieri, Sandro Giani ha tenuto ad alcune precisazioni raccolte e riportate dal Corriere delle Sera: “Non voglio puntare il dito contro nessuno. Noi eravamo una famiglia felice. Vorrei solo che un caso del genere non si ripetesse più”.

Stando a quel che viene riferito, nel medesimo resoconto, il padre di Mattia ha ribadito la versione data anche al Tirreno: non c’era il medico a bordo campo, è arrivata una prima ambulanza in ritardo e senza medico, è stata chiesta l’attivazione di Pegaso che non è mai arrivato, il defibrillatore c’era ma è stato usato soltanto dal medico arrivato con la seconda ambulanza e nel frattempo il massaggiatore del Castelfiorentino United – società nella quale militava suo figlio – ha provato un massaggio cardiaco ed è stato aiutato da una donna, un medico, scesa dagli spalti.

Che cosa accade adesso

Con tutta probabilità, la polizia giudiziaria dovrebbe procedere a sequestrare le chiamate al 118 per verificare a che ora sono state fatte e a che ora sono intervenute le due ambulanze che risultano giunte sul campo dove si stava giocando Lancilotto contro Castelfiorentino United. Inoltre saranno sentiti eventuali testimoni e si dovrà accertare l’effettiva presenza del medico. Secondo il regolamento della FIGC — per partite come Lanciotto-Castelfiorentino — è obbligatorio il defibrillatore e un medico se non c’è un’ambulanza. Una norma introdotta dopo la scomparsa di Piermario Morosini.

Il Lanciotto, che da ieri è in silenzio stampa, aveva spiegato lunedì scorso per bocca del suo presidente Giancarlo Cerbai: “Sono subito intervenuti un medico e due infermieri”.

Quasi certamente verrà acquisita anche la distinta e la Procura potrebbe anche decidere di fare accertamenti sul defibrillatore. E potrebbe estendere le indagini anche alle certificazioni sulle visite mediche di Mattia Giani, che per sei mesi era stato fermo dopo aver avuto un problema al ginocchio ed era praticamente al rientro in campo.

La denuncia del padre di Mattia Giani

Erano presenti allo stadio, Sandro Giani e sua moglie Deborah, il nonno Loriano: una domenica simile a quelle trascorse da sempre sui campi a sostenere Mattia e Elia, che milita nel Legnago Salus in Serie C. Vite da calciatori, le loro con familiari al seguito. Nulla di eccezionale, per chi conosce queste dinamiche e i fine settimana trascorsi ad inseguire un sogno, una passione vera come quella del calcio.

La famiglia Giani abita a Ponte a Egola: il papà ha un’attività che gestisce mentre i suoi ragazzi si sono dedicati al pallone. Mattia è il fratello di Elia Giani, che attualmente gioca nel Legnago Salus e che ha immediatamente espresso le proprie condoglianze al proprio giocatore e alla famiglia con un comunicato:

Il medesimo dolore di Gianluca Mancini, giocatore della Roma, e di sua moglie Elisa, legati alla famiglia Giani da un legame di parentela. Lui come altri giocatori, dirigenti, società che hanno avvertito l’urgenza di esprimere vicinanza. La loro denuncia è stata dirompente, per chi conosce il mondo del calcio e frequenta campi meno noti.

Il malore: arresto cardiaco in campo

Al 14′ minuto di Lancilotto-Castelfiorentino, partita di Eccellenza, suo figlio Mattia ha accusato il malore fatale: “Io so solo che il medico su quel campo non c’era. E che la prima ambulanza del 118 è arrivata senza medico dopo 15 minuti. E che nel frattempo il massaggiatore del Castelfiorentino ha provato a rianimare mio figlio e che poi è scesa una spettatrice dagli spalti che lavora come infermiera per dare una mano. Il defibrillatore c’era ma è stato usato solo dal medico trasportato dalla seconda ambulanza. Si può morire così?”.

Una domanda la cui unica risposta può e deve essere no, non si può morire così dopo la morte in diretta a cui abbiamo assistito tutti di Piermario Morosini, dopo quanto avvenuto a Christian Eriksen, miracolato, e altri giocatori. La Procura dovrà stabilire, una volta aperta l’inchiesta, se ci sono state responsabilità. L’Asl spiega che l’ambulanza è arrivata in 8 minuti e il regolamento della Figc impone la presenza del medico a bordo campo oppure dell’ambulanza, riferisce il Corriere della Sera.

Uno strappo definito quanto orribile, a troppi anni di distanza dalla scomparsa di Morosini ed Astori per non interrogarsi – ancora oggi – su come sia possibile sia accaduto di nuovo.

La morte di Mattia Giani, aperta inchiesta per omicidio colposo: la testimonianza drammatica del padre su medico e defibrillatore Fonte: ANSA

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