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Pesante accusa alla Fifa: "Derubati, è tutto pianificato"

L'incredibile attacco della Serbia dopo il ko con la Svizzera nel Mondiale.

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Pesante accusa alla Fifa: "Derubati, è tutto pianificato" Fonte: 123RF

"L'Europa e il mondo intero sanno che la Serbia è stata derubata": a dirlo non è un tifoso serbo deluso, e nemmeno un giocatore in un commento a caldo dopo una partita, ma niente meno che il presidente della federcalcio di Belgrado Slavisa Kokeza, due giorni dopo il match perso per 2-1 contro la Svizzera.

Le accuse che lancia Kokeza alla Fifa sono pesantissime: "L'Europa e il mondo intero sanno che la Serbia è stata derubata. Non penso che la Fifa farà qualcosa per impedire che si ripetano situazioni simili, dato che era tutto pianificato".

Sotto accusa l'arbitraggio di Felix Brich e la Var: in particolare la parte serba, che ha presentato ricorso alla Fifa, contesta il mancato rigore per un evidente fallo in area ai danni di Mitrovic, fermato e atterrato da due avversari. L’arbitro, sostiene la Federcalcio serba, non solo ha fischiato un fallo in attacco ai danni di Mitrovic ma non ha ritenuto di visionare la Var, come fatto in altri incontri dove la verifica video si è rivelata determinante.

"Il problema non è solo la Var, ma le persone che nominano gli arbitri. Sappiamo molto bene che più della metà della popolazione svizzera è composta da tedeschi. Lo staff tecnico, i giocatori, tutti i serbi sono delusi dalla condotta ingiusta della Fifa", ha detto Kokeza.

Dopo il match con gli elvetici il ct Mladen Krstajic era stato addirittura più duro: "Siamo stati derubati. All’arbitro tedesco non darei un cartellino giallo o un cartellino rosso, lo manderei direttamente al tribunale dell'Aia (Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, dove sono stati giudicati dal 1991 persone accusate di crimini di guerra ndr.). Lì, possono giudicarlo, come hanno fatto con noi".

Il ricorso riguarderà anche il comportamento ritenuto provocatorio e scorretto di Xhaka e Shaqiri, che hanno esultato per le loro reti facendo un gesto con le braccia e le mani, un richiamo all'aquila albanese, simbolo della ‘Grande Albania’. Entrambi i giocatori, di origini kosovare, rischiano una squalifica per il loro gesto politico.

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