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Sconcerti spiega cosa ha il Milan in più dell'Inter

Per l'editorialista del Corriere della Sera i rossoneri sono messi meglio nella corsa Champions

25-02-2019 09:11

Sconcerti spiega cosa ha il Milan in più dell'Inter Fonte: Ansa

Probabilmente è la sola cosa rimasta a tenere vivo il campionato: la corsa per il terzo e il quarto posto, che valgono la qualificazione in Champions, è sempre più accesa e per Mario Sconcerti, alla luce dei risultati di ieri, c’è una squadra favorita sulle altre. L’editorialista del Corriere della Sera scrive: “Si riapre il campionato, quello per il terzo posto, ma è già un’emozione nuova. L’Inter pareggia a Firenze una partita arrivata a 13 minuti di recupero, mai visto in tanti anni una cosa del genere, con sei gol, due rigori e un calcio dominato dal vento. Almeno 10 minuti effettivi persi a guardare la Var ribaltando quasi tutte le decisioni originali. Una partita molto emotiva, quasi soltanto fisica, inutile da decifrare tecnicamente. Poteva finire in qualunque modo. Il dato finale sono i 2 punti che Milan e Roma tolgono al vantaggio dell’Inter, per il terzo posto in pratica si ricomincia. Giudicando adesso il Milan sembra avere qualcosa di più come ordine, regola di gioco, crescita delle individualità. È stata buona anche l’Inter ma con un passo in meno. La partita non è giudicabile secondo schemi classici, ogni pallone rubava o regalava metri”.

DISCIPLINA E REGOLE – “L’impressione è che la squadra sia in attesa di chi metta forza e un po’ di sfacciataggine, l’Inter è una squadra educata, è come si allenasse sempre, mai completamente dentro la partita. Tutti i giocatori aspettano come si chiuderà il caso Icardi. Si stanno impegnando molto più di prima. È piacevole vedere adesso un’Inter tutta unita verso il risultato. Vuol dire che c’è qualità, ma anche che quella qualità è stata più misurata in altri tempi. Non se ne esce con una sola decisione, fuori o dentro. Icardi è solo il sintomo più grosso di una gestione innamorata, quasi anarchica, dove i giocatori sono più dei vezzi che atleti da cui pretendere. Se ne esce dando esempi, trattando tutta la squadra in base a regole definite. I giocatori amano avere disciplina, avere orari, padroni esigenti, regole nel divertimento. Amano meno rispettarle, ma rispettano chi le dà. Icardi non è mai stato un caso personale, con o senza Wanda. Il problema è la divisione che provoca tra giocatori.

SERVE UN GIOCO? – Ora la prova di forza si prosegue riportandolo a giocare, costringendolo a giocare e poi a trattare, perché i nemici sono tornati alle porte. Intanto la Juve come al solito vince, ma è molto meno bella. Anche questo conta poco: dopo 25 partite nessuno cerca più un gioco dalla propria squadra, sei quello che sei stato fino a oggi”.

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