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Tragedia in Thailandia, muore leggenda della boxe italiana

Christian Daghio, campione di thai boxe e pugilato, è scomparso a 49 anni per i postumi di un combattimento.

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Tragedia in Thailandia, muore leggenda della boxe italiana Fonte: 123RF

In casi come questi il rischio di sfociare nella retorica è alto, ma non è azzardato dire che, potendo scegliere un modo in cui morire, Christian Daghio non si sarebbe discostato da quanto gli è tristemente successo. Troppo presto, semmai, ma la leggenda italiana della Thai boxe, ha chiuso gli occhi per sempre in un ospedale della “sua” Bangkok, al termine di un combattimento.

Christian era nato a Carpi 49 anni fa e non si è più risvegliato dal coma in cui era finito a causa di un ko subito a trenta secondi dalla fine del match valevole per il titolo mondiale dei super-medi, che Daghio deteneva. Match svoltosi il 26 ottobre, ma l’agonia dello sfortunato pugile è durata una settimana, prima di spegnersi il 2 novembre. Dodici riprese di dura battaglia, poi un finale drammatico e totalmente imprevisto, alla luce dello score da fuoriclasse che Daghio poteva vantare nelle discipline che hanno segnato la sua vita: 31 vittorie su 31 nel pugilato, 27 di queste per ko, e 142 successi su 186 match di Thai.

Il grande amore per il pugilato thailandese, un’antica e nobile arte marziale paragonabile al moderno kick boxing per il fatto di ammettere l’uso di pugni, calci, gomitate e ginocchiate, lo aveva spinto a trasferirsi in Thailandia dall’ormai lontano 1996 e i successi ottenuti lo avevano reso il primo italiano a meritarsi la possibilità di combattere nel paese asiatico. Qui, nel 2006, aprì una scuola sportiva a Pattaya, città del nord-est della Thailandia, a 130 km da Bangkok, dove Daghio gestiva anche un resort. Il 2016 fu l’anno dell’addio alla pratica sportiva tanto amata, e che lo aveva portato a rappresentare la Nazionale italiana in tre edizioni di Europei e Mondiali, conquistando tre medaglie, tutte di brobzo.

Chiusa la carriera senza la gioia di un oro per il proprio paese, il richiamo del ring è stato troppo forte. Daghio non è quindi riuscito ad accontentarsi dell’attività di maestro, decidendo di tornare, nonostante l’età, ma non più in Thai, bensì nel pugilato tradizionale. Subito campione d’Asia, l’ultimo combattimento è stato fatale. Ma senza recriminazioni, come ha dichiarato il fratello Fabrizio, che ha raccontato i drammatici momenti dell’ultimo match di Christian: “È stato un combattimento leale – le parole in un’intervista a ‘Il Resto del Carlino – Era caduto una prima volta, qualsiasi altro pugile si sarebbe arreso. Ma lui non mollava mai. È morto come voleva: combattendo”.
 

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