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Tragedia San Siro: "Fermate la serie A". Chi era il tifoso morto

Le alte cariche riflettono se fermare il campionato.

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Tragedia San Siro: "Fermate la serie A". Chi era il tifoso morto Fonte: 123RF

Serie A in stato di choc dopo la morte di Daniele Belardinelli, il 35enne tifoso interista rimasto ucciso negli scontri prima di Inter-Napoli dopo essere stato investito da un suv.

SI VALUTA LO STOP DEL CAMPIONATO

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al Messaggero valuta la sospensione del campionato: “Sospendere il campionato? Non lo so, ancora la notizia è troppo fresca. E’ una riflessione da fare. Ora dobbiamo riflettere un attimo e coordinarci. Qui c’è un problema di ordine pubblico e come tale va gestito, anche il fatto di giocare o meno”.

“Questo clima non è il mio. Qui serve qualcosa di molto radicale perché in campo e fuori in questo weekend che doveva essere di festa ho visto e sentito cose inaccettabili per me, per il mio modo di essere e fare il presidente della Figc. E qui non parlo solo di politica sportiva, qui parlo di soluzione radicale. Io sono preoccupato per questo clima surreale. Non sono uno psicologo, ma che alcuni giocatori fossero supernervosi era di tutta evidenza a San Siro. Ora rifletto, perché quanto capitato fuori è troppo grave, sentiremo Ministero e Coni e poi decideremo”.

Il presidente della Corte Sportiva d’Appello della FIGC Piero Sandulli propone lo stop a Radio CRC: “Bisognerebbe fermare un po’ tutto e riflettere. Non è possibile pensare che un gioco al quale bisognerebbe portare la famiglia per avere uno svago, divenga una specie di guerra. Non riesco a capire con quale criterio vengano fatti questi insulti. Questo non è un pensiero, questa è gente che lì non può stare. La polizia doveva intervenire anche con l’uso della forza? Questo attiene alla giustizia statale che ha dei daspo, che vengono assegnati e probabilmente bisogna farne un uso più diffuso”.

CHI ERA BELARDINELLI

Belardinelli era un capo ultras dei Blood Honour di Varese e campione MMA di scherma corta. Nel varesino era conosciuto per i suoi successi con la Fight Accademy di Morazzone. Campione nel 2015 in tutte le specialità di gara, “coltello”, “giacca e coltello” e “capraia”, Belardinelli era socio di una ditta di pavimentisti e piastrellisti con sede nel Canton Ticino.

Così lo zio a Sportmediaset: “Amava il calcio, ma non ne parlavamo molto perché io tifo Juventus e lui tifava Inter, non so cosa dire, era un ragazzo solare. Ci incontravamo ogni tanto perché tutti e due lavoravamo nell’edilizia non so cosa sia successo, ho saputo la notizia dal telegiornale”.

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