Con la leggerezza che contraddistingue, spesso e volentieri, il suo genio l’uomo più veloce di sempre ci intrattiene nel salotto buono di NOVE, Che tempo che fa. Si chiama Usain Bolt e a 38 anni, confessa, con candore, di giocare a domino dalle 9 alle 18 come professione e che quella fase della sua esistenza tra allenamenti, pista e tempi con un numero di medaglie che impressiona ancora adesso sono la conseguenza ovvia, naturale di come cresciuto nella campagne della Giamaica. Lo afferma dopo la domanda di Fabio Fazio, capace di centrare l’ennesimo risultato. E anche come affronta oggi il suo mito, indelebile.
- Usain Bolt il numero 1 dei 100 e 200 metri
- Il potenziale inespresso
- Il record imbattuto: ricordo incredibile
- Il presente di Usain Bolt, che cosa fa oggi
Usain Bolt il numero 1 dei 100 e 200 metri
Il suo aspetto è identico a quello che avevamo imparato a conoscere quando lo vedevamo in pista e non sul piccolo schermo. Ospite a Che tempo che fa, si è esibito un paio di volte nella sua mossa che è poi il segnale, il movimento che celebra la vittoria e l’egemonia sulla corsa regina dell’atletica e non solo. Bolt ha segnato un’epoca e lo ha fatto con una disinvoltura imbarazzante, con la consapevolezza di poter spingere oltre.
“Volevo trovare un mio gesto, ma questo mi è venuto naturalmente, senza pensarci”, racconta dopo tante risposte simili, ma con la medesima disponibilità e il sorriso che, poi, è il suo biglietto da visita. Oltre che intrattenitore, è un campione assoluto che ha vissuto e interpretato la competizione ai massimi livelli fino a ribadire a livello Olimpico il concetto.
Il potenziale inespresso
Poteva vincere di più? Secondo Usain Bolt sì, “sì, potevo fare di più, lo penso. C’era qualcosa che potevo curare meglio per andare più veloce. Ma a me interessava solo vincere e provare al mondo che ero il migliore”.
Il suo presente è scandito dall’impegno in Giamaica per il meglio: “Adesso sono in pensione, ma devo tenermi in forma. Non ho l’aria da pensionato? Quando ho finito di correre mi dicevano: ingrasserai. Li ho smentiti”.
Come ricorda Fazio, il bottino è ineguagliabile: undici ori mondiali, 8 ori olimpici in 3 diverse edizioni dei Giochi. Detentore del record del mondo sui 100 e 200 metri. Impressionante per chiunque, non per Usain che sorride senza scomparsi. “Mi fa sempre venire la pelle d’oca riguardarmi. Mi chiedo: sono io quello lì? Sono ricordi bellissimi. Sapere che sono riuscito a far felice tanta gente per me è meraviglioso”.

L’iconica mossa di Bolt
Il record imbattuto: ricordo incredibile
La sensazione la condivide con quanti hanno assistito ai suoi successi e hanno maturato, con lui, la certezza che avrebbe potuto spingere oltre. “In quei secondi riuscivo a pensare, suddividevo la gara in più segmenti. È veloce per gli altri, lenta per me. Forse alla fine potevo spingere un pelo di più e chiudere a 9’’55″.
“Crescere in campagna è stato bello, non cambierei nulla di quegli anni, mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi. Ho iniziato a correre a 7 anni, ricordo ancora la gioia della prima gara vinta. C’era uno che andava più forte di me, un po’ più grande, si chiamava Ricardo Guedes, il suo nome non lo dimentico. Scommisi col mio coach che lo avrei battuto, in palio un lunch box. E vinsi”. Le Olimpiadi a Londra sono quelle a cui è più legato: “Lì sono stato portabandiera, e lo stadio era sempre pieno, c’era un tifo pazzesco”.
A quel momento lo lega un ricordo personale con l’attore Mickey Rourke. Fazio chiede: “Avete bevuto una birra insieme e poi ti ha battuto in una corsa?”. Usain smentisce la cosa e ridimensiona la leggenda: “No, non è vero. Eravamo in discoteca, lui voleva correre, siamo usciti per strada e ci siamo sfidati, ma non gli avrei mai permesso di vincere”.
Il presente di Usain Bolt, che cosa fa oggi
Nel suo presente che, a 38 anni, è costruito in prospettiva e con il supporto dei progetti e degli sponsor che ancora lo affiancano, Usain Bolt rimane il mito ma anche nuovi impegni a ritmi lenti. “Vorrei non far niente, ma in realtà ho sempre qualcosa da fare. Ma non c’è niente di più bello di non fare niente.
Magari nel domino: “Ci gioco anche sei ore al giorno con gli amici” che sta spingendo nella sua Giamaica, che tanto sta dando allo sport, e poi la sua attività come produttore musicale: “Punto al Grammy”. La sua provocazione è una promessa anche se, per ora, non preoccupa Beyoncé.
