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Volley femminile, Davide Mazzanti si presenta: "A Trento per dar vita a un progetto". Il 7 gennaio sfida Egonu

Giorno di presentazioni in casa Itas Trentino. Davide Mazzanti emozionato dopo aver firmato il contratto fino al 2027: "Qui per dar vita a un progetto"

29-12-2023 17:36

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La voglia di tornare in pista era troppo grande, e sotto l’albero Davide Mazzanti ha trovato quello di cui andava in cerca. Anche se aver accettato la proposta dell’Itas Trentino comporta un radicale cambio di abitudini: l’ultimo posto attuale occupato dalla compagine trentina non è certo la poltrona più “tranquilla” e agiata sulla quale un tecnico potrebbe sedersi, ma l’ex allenatore della nazionale ha accettato la sfida con entusiasmo e voglia di mettersi in discussione. E firmando per tre anni e mezzo ha dimostrato di voler aprire un ciclo, indipendentemente da come andranno le cose nei prossimi tre mesi.

Il primo giorno in palestra

Mazzanti arriva all’Itas in un momento piuttosto delicato, con la squadra attualmente a -8 punti dalla salvezza. Ciò però non l’ha distolto da quello che è il suo obiettivo: lavorare bene, e farlo in fretta. “Provo un’emozione particolare, perché appena sono entrato in palestra ho avuto modo di toccare con mano la storia e l’importanza di questa società. Se ho scelto di far parte di questo progetto, accettando la chiamata del presidente Da Re, è per via della “visione” di questa dirigenza: nessuno qui pensa da dove si parte, ma piuttosto a dove si vuole arrivare. Abbiamo tutti la visione e la voglia di costruire qualcosa di importante, guardando i trofei e le foto presenti in sede ho potuto toccare oltremodo con mano la storia di questo club, che vuole crescere e arricchire la bacheca anche a livello femminile”.

Idee chiare: “Pensiamo a un passo alla volta”

Mazzanti ha spiegato di non sentire affatto il peso di una risalita che si dovrà giocoforza scontrare con difficoltà diffuse, perché i valori emersi nella prima metà di stagione sono piuttosto evidenti. “In questo momento ritengo che la visione sia un po’ offuscata da quell’ultimo posto in classifica, ma tutti siamo convinti di avere i mezzi per poter cambiare il corso della nostra annata. Io sono più un uomo di mare che di montagna, ma le mie poche esperienze in quota mi hanno insegnato che quando la cima sembra lontana è meglio se non guardi troppo in alto, pensando piuttosto a camminare nella giusta maniera, concentrandoti su ogni singolo passo. Qualunque fattore esterno che possa distogliere la nostra attenzione da ciò che dobbiamo fare, oggi sarebbe un elemento di disturbo. Ho spiegato alle ragazze che bisogna pensare unicamente a condividere il presente, isolandoci per compiere meglio il nostro percorso”.

Il presidente Da Re: “Mazzanti è la figura giusta”

Con gli innesti di Acosta e Passaro, il roster a disposizione del tecnico originario di Marotta è da considerarsi ormai completo. Non ci saranno altri interventi da qui alle prossime settimane, perché l’idea della dirigenza è che il materiale attuale sia sufficiente per poter provare ad alzare l’asticella e raggiungere la salvezza già in questa annata. Altrimenti si penserà a lavorare in funzione delle stagioni a venire, con il presidente Bruno Da Re che ha ribadito l’importanza della figura di Mazzanti, rendendola centrale nel progetto tecnico.

“Questa scelta è stata fatta in funzione alla volontà della dirigenza di cercare di elevare il livello nel settore femminile, portandolo all’altezza di quello maschile. Davide è la figura giusta al posto giusto: non è qui per salvare la squadra, ma per dar vita a un progetto. Se riusciremo a salvarci tanto meglio, ma ciò che più conta è ciò che attende nel futuro questa società, che attorno alla figura di Mazzanti sa di poter costruire basi solidi”.

Il debutto per il neo tecnico avverrà il 7 gennaio, avversaria l’Allianz Milano di Paola Egonu: se non è uno scherzo del destino questo…

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