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Alessio Cerci, pistola giocattolo puntata per il Rolex: il calciatore sventa tentata rapina e mette in fuga i malviventi

L'ex Roma, Torino, Hellas Verona ha capito che si trattava di un'arma finta e non si è lasciato spaventare. Poi l'allarme al 112

Ultimo aggiornamento:

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Non si è lasciato ingannare e con una freddezza inusuale, Alessio Cerci – da vittima – ha ribaltato i ruoli e ha aiutato le forze dell’ordine a sventare un tentativo di rapina del quale sarebbe potuto rimanere vittima.

A svelare i dettagli di questa sgradevole situazione è stato RomaToday, che ha riportato come il giocatore – che oggi milita nella squadra di Francesco Totti di calcio a 8 – si è smarcato da due rapinatori che volevano derubarlo del Rolex.

Cerci: la ricostruzione della tentata rapina

Cerci, attorno alla mezzanotte, si trovava in auto in zona Marconi, precisamente in via Giovanni Volpato quando è stato avvicinato da due rapinatori a bordo di uno scooter che gli hanno intimato di consegnare il suo Rolex (una specializzazione, come insegna il caso Leclerc) puntandogli un’arma. Dopo lo stupore iniziale, Cerci avrebbe subito notato che l’arma che gli avevano puntato contro era finta e li ha messi in fuga.

La tentata rapina intorno alla mezzanotte mentre Cerci, originario di Valmontone, si trovava a bordo della sua auto: a minacciarlo due uomini a bordo di uno scooter, intenzionati a sottrargli l’orologio di valore che indossava al polso.

Arma giocattolo: la reazione del giocatore

Un’arma falsa però, di cui si è accorto anche l’ex giocatore che – senza timore – non solo non ha consegnato il prezioso orologio, ma ha poi messo in fuga i due rapinatori. Una volta allontanati i malviventi, Cerci ha chiamato il 112 con l’arrivo sul posto degli agenti del commissariato Trastevere a cui l’ex calciatore della Nazionale ha raccontato l’accaduto.

Le dichiarazioni: un trauma

Interpellato da Il Messaggero, Cerci ha ricostruito i dettagli e ha descritto quanto accaduto definendolo un trauma:

“Ero fermo al semaforo rosso, in macchina con me c’era la mia famiglia. Ho sentito due botti contro il finestrino che non si è rotto perché è blindato. Mi sono voltato di scatto e ho visto due uomini con il casco integrale nero, a bordo di uno scooter. Uno mi puntava contro la canna della pistola: così ho capito che era finta – racconta Cerci -. Ho visto chiaramente il tappo rosso delle armi giocattolo”.

“Ho reagito d’istinto in quel momento per non mettere in pericolo la mia famiglia e per non subire il furto. Eravamo tutti sconvolti e lo siamo ancora. Mio figlio non ha mai smesso di piangere, è un bambino e sarà difficile fargli superare il trauma. Lo stesso per me e mia moglie”, la sua amara considerazione.

Un dettaglio, quello del tappo rosso, che lo ha forse indotto ad azzardare: l’ex Roma ha infatti minacciato e messo in fuga i rapinatori, ricoprendoli di improperi e insulti per poi allertare le forze dell’ordine e sporgere regolare denuncia.

Calciatori nel mirino

Alessio Cerci, che ha chiuso la sua carriera con l’Hellas Verona e oggi affronta una nuova avventura professionale, è solo l’ultimo calciatore professionista finito nel mirino dei rapinatori di Rolex per non parlare di quelli in casa (come accaduto a Smalling). In passato era toccato anche a Bryan Cristante, Daniel Ciofani e Toma Basic.

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