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L'atleta olimpionica e l'accusa di violenza a Trastevere: confessione all'amica, i calciatori negano

Emergono nuove indiscrezioni sul caso di cronaca che sta tenendo banco nelle ultime ore: dalle colonne de Il Messaggero la ricostruzione di quanto sarebbe avvenuto. Gli imputati respingono le accuse

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Arriverà soltanto ad autunno inoltrato la decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio che la Procura di Roma ha avanzato nei confronti di tre calciatori oristanesi, accusati di aver molestato un’atleta olimpionica italiana in un locale di Trastevere dopo averle chiesto di scattare insieme un selfie.

I fatti risalgono al 6 febbraio scorso, con la denuncia fatta alle forze dell’ordine un paio di settimane più tardi. La vittima, di cui non è stato reso noto il nome, ha accusato Erminio Coni, Andrea Finotto e Alessio Costella (giocatori originari di Oristano, con un passato nelle categorie dilettantistiche minori della zona) di averla molestata con la scusa del selfie, tanto che non appena ha avvertito qualcosa di strano ha subito cominciato a urlare, richiamando l’attenzione degli amici con i quali si stava intrattenendo a cena.

L’intervento delle forze dell’ordine e la denuncia

Da lì ne è scaturito un vivace diverbio che ha portato anche a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per placare gli animi, con i tre calciatori immediatamente espulsi dal locale. I magistrati romani, una volta ricevuta la denuncia, hanno provveduto a chiedere il rinvio a giudizio dei tre accusati, col GUP che dovrà ora confermare la richiesta per procedere con il processo.

A sorprendere maggiormente è stata la disinvoltura con la quale i tre calciatori oristanesi avrebbero abusato dell’atleta olimpionica: nonostante la presenza di numerosi testimoni, i tre (stando al racconto della ragazza) l’avrebbero accerchiata con pose esplicite, allungando le mani verso le parti intime.

La reazione degli amici dell’atleta

E tutto questo ha scatenato la prevedibile reazione degli amici dell’atleta, che subito si sono scagliati contro i tre calciatori aggredendoli anche verbalmente e convincendo i proprietari del locali (uno dei più frequentati e rinominati della movida della Capitale) a chiedere l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri, accorsa a stretto giro di posta.

Dopo aver identificato i tre responsabili del misfatto, a seguito della deposizione effettuata dall’atleta un paio di settimane più tardi, è scattata la denuncia che ha portato alla richiesta del PM del processo a carico degli accusati.

Spetterà al GUP convalidare il tutto, anche per provare a dare un senso anche giuridico a una vicenda quantomeno squallida, ma che ha riproposto con tanta veemenza il tema della violenza sulle donne.

La confessione all’amica

Sulle pagine de Il Messaggero – quotidiano che tra i primi ha reso nota la vicenda – le indiscrezioni e le ricostruzioni si sono alimentate nel corso delle ore e hanno portato a un delineamento della vicenda anche attraverso dettagli emersi dai capi di imputazione e da fonti.

La vittima avrebbe immediatamente riferito a un’amica quanto accaduto e, successivamente, la vicenda sarebbe stata raccontata anche agli amici con cui erano in compagnia. Da lì, la reazione del gruppo, la lite e ciò che ne scaturito.

Nei capi di imputazione si legge che gli imputati avrebbero agito con

violenza e con un atto improvviso e repentino inserendo le mani all’interno del suo pantalone, dopo averla accerchiata.

L’altro dettaglio emerso è che le telecamere del locale non sarebbero state in funzione: impossibile, quindi, risalire attraverso lo strumento a quanto successo all’interno.

La posizione e la difesa dei calciatori

Sempre dalle colonne de Il Messaggero, viene ribadito che i tre imputati – Coni e Finotto di 38 anni e Costella di 36 – negano le accuse.

In attesa del Gup e di una eventuale, volontaria scelta del rito abbreviato che garantirebbe una riduzione della pena – in caso di condanna – di un terzo del totale, gli imputati hanno posizioni differenti: uno dei tre negherebbe qualunque tipo di coinvolgimento, anche indiretto, mentre gli altri due farebbero ricondurre, qualora ci sia stato, un casuale e involontario contatto con la vittima alla folla presente nel locale.

L'atleta olimpionica e l'accusa di violenza a Trastevere: confessione all'amica, i calciatori negano Fonte: Ansa

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