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Beppe Signori rompe il silenzio sul suo dramma: "Dieci anni terribili"

L'ex attaccante della Nazionale, bandiera della Lazio, del Foggia di Zeman e del Bologna, ha ripercorso il suo duro percorso giudiziario legato all'inchiesta sul calcioscommesse, iniziato nel 2011

25-02-2022 15:22

E’ riemerso dall’abisso in cui era scivolato senza rete, a causa dell’inchiesta sul calcioscommesse, che gli hanno imposto dieci anni di riflessioni, scelte e un processo che lo ha segnato. Beppe Signori, ex attaccante del Foggia, della Lazio e del Bologna, che ha conosciuto stagioni immense e che forse si è visto negato un posto in Nazionale solo perché davanti aveva un certo Roberto Baggio, oggi è un uomo che va ricomponendo la sua vita professionale.

Beppe Signori a Verissimo: il dramma dell’inchiesta calcioscommesse

Ospite sabato 26 febbraio a Verissimo, Signori ha deciso di rompere il silenzio sulla vicenda giudiziaria che lo ha condizionato iniziata nel 2011, quando iniziò l’inchiesta sul Calcioscommesse. E’ stato assolto, ma ne è uscito provato:

“Adesso sto meglio, ma sono stati dieci anni terribili sotto ogni punto di vista, morale e fisico. È stata veramente dura, soprattutto all’inizio”, si legge nelle anticipazioni del comunicato stampa.

La data spartiacque, come scritto da Signori nel suo libro Fuorigioco in uscita martedì prossimo, che ha cambiato per sempre la vita dell’ex bomber di Foggia, Lazio e Bologna è il 1° giugno 2011:

“Ero a Roma dai miei figli quando improvvisamente mia moglie mi disse che era stata fatta una perquisizione nella casa di Bologna e che sarebbero venuti due carabinieri alla stazione di Roma per scortarmi in questura. Poi, dopo che i due poliziotti mi avevano prelevato ho ricevuto, in treno, una chiamata da mia sorella in lacrime e ho scoperto da lei quello che stava succedendo. Lì sono iniziati i miei dodici giorni di domiciliari”.

La reazione della sua famiglia alle perquisizioni e ai domiciliari

Una prova forte, per sé e la sua famiglia:

“Subito dopo l’arresto, per diversi mesi, sono rimasto in casa perché mi vergognavo anche se non sapevo neanche di cosa. Quando sono uscito per la prima volta, ho visto nelle altre persone uno sguardo diverso ma probabilmente ero io che in quel momento vedevo tutto nero”.

A Silvia Toffanin che gli chiede il motivo per il quale non abbia voluto usufruire del rito abbreviato per dimostrare di essere pulito, Signori ha risposto così:

“Non volevo cadere in una prescrizione che poteva sembrare una sorta di resa. Rimanere in quel grigiore non è mai facile, volevo dimostrare a tutti i costi la mia innocenza. E questa sentenza definitiva ora mi permette di respirare”.

Il ruolo dei suoi cari lo ha salvato: “Non dormivo”

L’ex attaccante rivela che solo grazie alla vicinanza dei suoi cari non è arrivato a pensare a gesti estremi:

“Non sono arrivato a ipotizzare di fare cose così brutte ma ho vissuto grandi difficoltà. Non dormivo e non riuscivo più a guardare la televisione perché avevo paura potessero arrivare delle notizie. Mi sono chiuso in me stesso e in quei momenti l’amore della mia famiglia è stato determinante”.

Beppe Signori: l’embolia polmonare e il rischio di infarto nel 2019

Come capitato ad altre persone, imputati o coinvolti in altre vesti in simili situazioni, qualcosa si è rotto e ha influito sul suo stato di salute: a Signori nel 2019 è stata riscontrata un’embolia polmonare, che non ha avuto conseguenze peggiori per via dell’intervento tempestivo del personale sanitario.

“È successo tutto all’improvviso: dopo aver fatto una radiografia per un dolore alla schiena il dottore mi disse che dovevo fare subito un elettrocardiogramma. Durante questa visita il cuore è impazzito e stavo per avere un infarto. Per fortuna ero già in ospedale”.

Il futuro nel calcio, ilnuovo sogno di Beppe Signori

Oggi che è fuori da quell’incubo, vuole ripartire dal suo mondo, da quello che aveva lasciato in sospeso:

“Mi piacerebbe lavorare in un settore giovanile. Ho il patentino per allenare in qualsiasi categoria, ma visto che ho cinque figli forse i bambini mi darebbero più soddisfazione”.

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Beppe Signori rompe il silenzio sul suo dramma: "Dieci anni terribili" Fonte: ANSA

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