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Caso Grassadonia: il tecnico sbotta, gli ultras si esprimono

Il mister del Pescara non ne può più: "È una vergogna. Mia figlia è stata strattonata e presa a calci. Adesso basta".

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Caso Grassadonia: il tecnico sbotta, gli ultras si esprimono Fonte: Getty Images

La figlia del tecnico del Pescara Gianluca Grassadonia è stata aggredita a Salerno, città in cui vive. Un gesto intimidatorio di alcuni tifosi della Salernitana, in vista del match con gli abruzzesi che potrebbe garantire il ritorno in Serie A dei campani. L’allenatore è intervenuto in conferenza stampa soprattutto per parlare dell’accaduto: “È una vergogna. Mia figlia è stata strattonata e presa a calci. Adesso basta. I miei familiari prenderanno un taxi e andranno via, anzi scapperanno via. Li aspetto in Abruzzo. Basta, adesso basta”. 

Anche gli ultrà salernitani si sono espressi: “Apprendiamo da alcune testate giornalistiche e testimonianze di alcuni amici del grave episodio avvenuto alla figlia di Grassadonia allenatore del Pescara da parte di alcuni ragazzi – si legge nella loro nota – aggressioni verbali e minacciose inerenti alla prossima gara ad una ragazza che non ha colpe. Prendiamo le distanze da tali personaggi che non hanno nulla a che fare con il vero tifo salernitano. Da ultras ci sentiamo responsabili di dare insegnamento ai ragazzi in curva perché prima di tutto siamo uomini e padri. Questo schifo è solo frutto di cattivi esempi e sporca il nome di Salerno. Vergognatevi! Ci sentiamo di essere solidali, inoltrando un forte abbraccio a sua figlia Paola”.

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