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Che fine ha fatto Paramatti: dalla disoccupazione al 5 maggio

Tra passato e presente del terzino protagonista con la maglia del Bologna

“Gioca bene gioca male, Paramatti in Nazionale”. Il coro la dice tutta su quanto Bologna abbia significato nella carriera di Michele Paramatti terzino operaio che a cavallo degli anni 2000 si è costruito una bella carriera ad alti, altissimi livelli, visti i due anni poi alla Juve con tanto di scudetto, partendo incredibilmente quasi da zero, dalla disoccupazione. Ma cosa fa oggi Michele Paramatti?

Paramatti, c’è un prima e un dopo. Michele è nato a Salara in provincia di Rovigo, il 10 marzo del 1968. La sua carriera la si può dividere in due parti. Quella fino al 1995 che racconta di un giocatore, onesto terzino di fascia che calca i campi di periferia, senza infamia e senza lode con la maglia della Spal in serie C e due anni addirittura in Interregionale con il Russi. Poi la svolta, prima in negativo e poi in positivo.

Dalla disoccupazione alla serie A. È l’estate del 1995, Paramatti a 27 anni si ritrova senza squadra. Si tiene in forma allenandosi con l’Equipe Romagna, una selezione di giocatori “disoccupati”. Finalmente il telefono squilla, è Gabriele Oriali, allora ds del Bologna neo promosso dalla C alla B che lo chiama per affidargli la fascia sinistra. Sarà la svolta, in positivo, della sua carriera.

Bologna, gli anni d’oro. Saranno 5 anni grandissimi per Paramatti e per quel Bologna che tornato in serie A diventa in breve la squadra rivelazione. Da Renzo Ulivieri a Carletto Mazzone in panchina, in campo tanti campioni a nuova vita da Marocchi a Fontolan passando per Beppe Signori e soprattutto Roberto Baggio che infiamma il Dall’Ara come pochi altri. E poi gli stranieri, dagli svedesi Ingesson e Andersson al russo Kolyvanov. Insomma sarà sempre “grande Bologna” come canta l’inno dei felsinei. Paramatti sa ritagliarsi i suoi spazi, di quel Bologna sarà anche capitano. Con la maglia rossoblù Paramatti ha giocato 206 partite: 134 in A, 31 in B, 2 spareggi play off, 21 in Coppa Italia, 11 in Uefa.

Un sogno chiamato Uefa. Giocatore col vizio del gol Paramatti, 14 reti, molte delle quali in faccia alle big come in un 3-0 alla Juve al Dall’Ara o in uno 0-1 a San Siro contro l’Inter di Ronaldo. L’apoteosi di quel Bologna arriva nel 98/99. Semifinale di Coppa Italia (eliminando la Juve ai quarti) e soprattutto semifinale di Coppa Uefa. Paramatti è assoluto protagonista. Nella semifinale di ritorno con il Marsiglia (0-0 al Velodrome), Michele segna dopo pochi minuti il gol del vantaggio rossoblu. La doccia fredda arriva a pochi minuti dalla fine con un rigore di Blan. “Se fossimo andati in finale col Parma a Mosca avrebbero sostituito la statua del Nettuno con la mia” dirà sempre.

La chiamata alla Juve e il 5 maggio. La nazionale la sfiora davvero. In compenso la Juventus bussa alla sua porta strappandolo alla sua Bologna. Lo vuole Ancelotti, allora tecnico bianconero. Il livello si è alzato, Paramatti gioca e non gioca ma si ritaglia i suoi spazi, esordisce in Champions. L’anno dopo arriva Lippi e Paramatti resta. Le sue presenze però diminuiscono. È l’anno del 5 maggio 2002. La Juve che supera all’ultima giornata l’Inter. Paramatti vince quello scudetto giocando anche gli ultimi 10’ ad Udine in attesa del triplice fischio dall’Olimpico per Lazio-Inter.

Con il tricolore sul petto Paramatti torna a Bologna la stagione successiva, chiude la carriera alla Reggiana, in serie C2, nel campionato 2005-06.

L’aneddoto. Nel campionato 97/98 Paramatti regala un’altra gioia, indiretta, al popolo juventino. Segna a San Siro il gol decisivo con il Bologna batte l’Inter di Ronaldo il fenomeno che contenderà lo scudetto ai bianconeri fino al fatidico scontro Ronaldo-Iuliano in area. Assist di Baggio e rete di Paramatti. Esplode, inevitabile e meravigliosa, la gioia del difensore rossoblu. L’allora allenatore felsineo Ulivieri lo insegue: “Non si esulta così…”. La risposta è lapidaria: “Si vede che il mister non ha mai segnato a San Siro e non sa cosa vuol dire…”.

Paramatti dopo il calcio. Nel settembre 2012 apre il sito Unamagliaperlemilia.it grazie al quale mette in vendita divise di giocatori famosi, raccogliendo circa 24.000 euro da devolvere ai terremotati dell’Emilia. Gestisce una società immobiliare, grazie a delle operazione sagge durante la sua carriera da calciatore e nel tempo libero si dedica al gol che, dice “posso praticare fino a 80 anni”.

La dinastia continua. Paramatti ha un figlio, Lorenzo, difensore classe ’95 che dopo aver cominciato nel settore giovanile di Inter e Bologna, ha giocato, in Italia, sempre in serie C tra Siena, Messina, Santarcangelo, Gubbio e Piacenza. Quest’anno è andato a giocare nella serie B nel Club Poli Timisoara, in Romania.

SPORTEVAI | 30-11-2019 08:00

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