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CR7 nel ping-pong, Bale atleta: campioni anche in altri sport

Anche Ibra, Babacar e Perisic sono assi non solo al calcio

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CR7 nel ping-pong, Bale atleta: campioni anche in altri sport Fonte: Facebook

Un campione è per sempre. E potrebbe esserlo anche in altri sport. Che sarebbe successo di tanti assi del calcio se avessero scelto altre discipline? Forse molti non sarebbero diventati famosi ma c’è anche l’altro aspetto, lo sliding door di chi sarebbe riuscito ad eccellere anche senza calciare un pallone. E’ il caso di Cristiano Ronaldo, ad esempio. Stando a quanto ha raccontato il suo amico João Monteiro, campione di tennistavolo, Cr7 poteva diventare n.1 anche del ping-pong: “Il talento è universale, Cristiano ne ha talmente tanto che poteva diventare anche lui un professionista. Avesse iniziato da piccolo, in maniera costante, avrebbe sfondato di certo. Ma la sua vita era il calcio”. E Ibra? Il pallone è diventato presto la sua vita, ma quando era piccolo era appassionato solo di taekwondo che praticava nelle periferie di Malmoe.

IBRA MARZIALE – E che gli è servito anche sui campi di calcio. In molti si ricordano il ‘modollyo chagi’ con il quale segno gol all’Italia agli Europei del 2004 o con il dollyo chiagi, con il quale trafisse Abbiati nella porta del Torino nel 2007; e la prodezza di tacco in torsione contro il Bologna l’anno succesivo è paragonabile a un dwit-chagi, così come il goal realizzato con la maglia della Svezia contro l’Inghilterra, vincitore del premio Puskas 2013, è forse uno dei casi più emblematici della tecnica mista a forza dello svedese che ha ricevuto nel 2010 anche la cintura nera honoris causa.

PERISIC E IL BEACH-VOLLEY – Poi c’è Perisic, che è sportivo a tutto tondo, ama basket, corsa ma soprattutto non ha mai nascosto la sua passione per il beach volley. Nel 2017, grazie a una wild card, partecipò alla tappa casalinga del World tour di beach volley, in coppia con Niksa Dell’Orco. Al Real un vero sportivo a tutto tondo è Chris Bale. A scuola era un ottimo mezzofondista, faceva i 1500 metri con buoni risultati. Sono doti che rivediamo anche oggi che è un calciatore. Anche nei minuti conclusivi della partita, ha sempre quello scatto in più che lo rende imprendibile per i difensori. Da piccolo era davvero un prodigio di atletismo e tecnica, tale da costringere il suo insegnante alla Whitchurch High School a farlo giocare con un doppio handicap: solo tocchi di prima e divieto dell’uso del sinistro, il suo piede naturale. Nel frattempo Gareth si divideva tra calcio, rugby e hockey e vinceva tutte le gare di mezzofondo prima di abbracciare solo il football. Infine Khouma Babacar. Quando era solo un bambino Khouma si trasferì da Thiès a Dakar, dove suo padre lavorava in una ditta di cemento come dirigente. La passione per il calcio non è stata immediata, Babacar preferiva giocare a basket. La scelta di provare a giocare coi piedi arrivò su consiglio di un amico di famiglia anche se in molti giurano che con la palla da basket, Babacar ci sapesse davvero fare e che sarebbe stato perfetto anche per quello sport.

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