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ECA, Ceferin continua ad attaccare Agnelli sul tema Superlega

Non si placa il rancore di Aleksander Ceferin nei confronti di Andrea Agnelli. Il numero uno della UEFA non perde occasione per attaccare il vecchio amico.

06-09-2021 18:37

Continua la guerra fredda (che fredda, in fondo, non è), tra il Presidente della UEFA Aleksander Ceferin e l’ex Presidente ECA (e patron della Juventus) Andrea Agnelli. Nel corso della riunione dell’European Club Association svoltasi oggi, si è svolto un nuovo capitolo di questa interminabile saga, con Ceferin che è tornato ad attaccare, e un po’ prendere in giro, l’ormai ex amico sull’ormai noto tema Superlega, la competizione privata tra club proposta proprio da Agnelli e dal Presidente Florentino Perez che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto sostituire la Champions League.

Queste le parole di Ceferin:

“Quando si passa attraverso una tempesta serve un bravo capitano. E l’ECA ha un bravo capitano, il presidente Al Khelaifi che ha preso il comando quando il vecchio capitano (Agnelli, l’ex presidente dell’ECA, ndr) è scappato dalla nave. Ci sarà un grande board e un grande presidente onorario, il futuro è luminoso”.

Il Presidente UEFA continua a parlare della Superlega, trattandola evidentemente come uno smacco personale ed un’offesa intollerabile al “calcio dei tifosi” tanto caro alla UEFA, almeno a parole:

“Niente è stato normale nelle ultime due stagioni ma adesso vogliamo tornare alla normalità. Per questo dobbiamo stare uniti di fronte a questa disgrazia chiamata Superlega, sperando che possa essere stato solo un episodio. Non vogliamo vivere di nuovo questa situazione. Dobbiamo essere un modello per il calcio e restare insieme formando una grande famiglia”.

La parola fine su questo progetto, in realtà fallito praticamente in partenza, l’ha posta l’elezione a nuovo presidente ECA dello scieicco proprietario del PSG Nasser al-khelaïfi, avvenuta il 21 aprile 2021. Anche al-khelaïfi ha preso la parola oggi, ribadendo concetti già chiari e rimarcando l’unità di intenti che, evidentemente, accomuna ECA e UEFA (anche qui, almeno a parole):

“Semplicemente stando insieme oggi, rappresentando 247 club d’Europa, sento un senso di rinnovata speranza e scopo per la nostra organizzazione e per la famiglia del calcio europeo. È un vero onore essere presidente dell’Eca. Nonostante non fosse un ruolo che cercavo, in tempi di crisi dobbiamo tutti fare un passo avanti, assumerci le nostre responsabilità, fare il possibile per migliorare il nostro gioco. E io sono qui per rappresentare ogni singolo membro – tutti i 247 club – grandi e piccoli. Grazie per la fiducia. […] Non voglio spendere molto tempo a parlare del 18 di aprile, e la ”Super League”, perché non mi piace di concentrarmi su favole e fallimenti. Insieme abbiamo difeso gli interessi del calcio europeo per tutti: per i giocatori, i club, le leghe, le federazioni nazionali e, soprattutto, i tifosi”.

Gli intenti sembrano nobili, certo. E sicuramente lo sono. Ma i fatti dimostrano come la UEFA non stia effettivamente facendo nulla per frenare gli investimenti assurdi degli sceicchi e dei grandi club di Premier. In più, la nuova proposta di FPF sarà tutto fuorchè capace di equilibrare le competizioni, dato che come unico deterrente è stata posta una Luxury Tax che di fatto esiste già.

Ceferin attacca Agnelli. Nasser al-khelaïfi attacca la Superlega. Juventus, Real Madrid e Barcellona non si danno per vinte e continuano ad essere fuori dall’ECA. Sembra questa la situazione, almeno fino al prossimo capitolo.

 

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