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F1, Sebastian Vettel: parole pesanti all'ultima gara in Ferrari

Il pilota tedesco non si nasconde: "Come ho già detto, qui abbiamo fallito".

10-12-2020 18:17

Ultima conferenza stampa pre-gara da pilota della Ferrari per Sebastian Vettel. Il quattro volte campione del mondo ha ripercorso i suoi sei anni al Cavallino e non si è nascosto dietro a un dito: “Come ho già detto, qui abbiamo fallito.  È un’osservazione onesta, credo. Volevamo essere i più forti, battere la Mercedes e diventare campioni. Non è successo e ci sono stati dei motivi“.

“Ho avuto un legame speciale con tutto il team, anche perché qui ha vinto Michael Schumacher. È chiaro che ci sia da parte di media e tifosi una certa pressione, ma questa la mettono tutti i piloti su loro stessi. Di certo non la userò come scusa per questi risultati. Me ne vado come terzo ferrarista con più vittorie, ma il nostro obiettivo non era quello, era più ambizioso. E non l’abbiamo centrato. Per me il capitolo finisce qui, ne comincia uno nuovo con un’altra squadra”, ha spiegato ancora il driver tedesco.

I momenti migliori della sua avventura a Maranello: “La prima vittoria in Malesia nel 2015 è stata speciale. Ma anche la vittoria a Monaco nel 2017, o quella in Canada nel 2018. Ci sono diverse vittorie tra cui scegliere. Non abbastanza, ma i momenti emozionanti sono stati molti. E nel frattempo in squadra molte sono cambiate, sono cambiate le persone al comando. L’atmosfera nel garage però è rimasta sempre la stessa, non ci sono state vere rotture“.

“Non è una vera rottura, non siamo mica moglie e marito. Manterrò i contatti con i ragazzi del team, ho i numeri di telefono di tutti, non ci odiamo di certo! Qualche cosa è andata storta e probabilmente lasciarsi è stata la decisione migliore, ma entrambi non portiamo rancore e guardiamo avanti in vista del 2021“, continua Vettel.

Sulla pressione di guidare per la Ferrari: “Non ho mai avvertito la pressione di correre per la Ferrari, sono sempre stato il primo io a rendermi conto del significato di essere in questa scuderia. Quando per esempio ho messo la macchina nella ghiaia in Germania ero amareggiato, non avevo bisogno di sapere quanto scontenti sarebbero stati i tifosi. Non ho mai avuto bisogno della pressione messa dall’esterno. Quell’anno è stato una montagna russa di eventi e di emozioni. Certo, quell’episodio in Germania non ha aiutato, ma ci sono stato tante altre cose che sono successe. Per esempio la morte di Sergio Marchionne, e poi il cambio che si preparava tra Binotto e Arrivabene. Ci sono molte cose che potevano andare meglio, ma tutte le cose succedono per una ragione”.

F1, Sebastian Vettel: parole pesanti all'ultima gara in Ferrari Fonte: Getty Images

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