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Il retroscena sullo sfottò di Kessie e Bakayoko con maglia Acerbi

Poteva essere evitato l'episodio che tanto sta facendo discutere

14-04-2019 11:09

Il retroscena sullo sfottò di Kessie e Bakayoko con maglia Acerbi Fonte: Ansa

Sta facendo discutere sui social ancor più del risultato – che pure è stato fondamentale per la corsa alla Champions – visto che lo sfottò di Kessie e Bakayoko è stato commentato praticamente da tutti e sotto ogni bandiera. I laziali sono indignati, molti milanisti hanno preso le distanze, Gattuso stesso ha chiesto scusa. Sul web è un fiume di commenti, dagli addetti ai lavori come Fabio Ravezzani (“Qualcuno spieghi a Kessie e Bakayoko cosa vuol dire indossare la maglia del Milan. In campo e fuori. Le scene di oggi sono indegne di un club che ha scritto pagine leggendarie di calcio in tutto il mondo. E fanno vergognare tifosi che hanno ammirato campioni veri”) o Roberto Renga ( “I tifosi della curva li hanno applaudi e incoraggiati, ahinoi o ahiloro”) ai tifosi comuni (“Acerbi poi ha detto che pensava la Lazio fosse più forte, sarà stato imprudente ma non è un’offesa. Invece di rinfacciarglielo da uomini, i due hanno fatto questa pagliacciata indegna, alle spalle”) ma tutta la scenetta poteva essere evitata.

LO SPUNTO – Ovviamente tutto nasce dalle schermaglie avvenute in settimana tra Acerbi e il centrocampista milanista e non è bastato a placare ogni polemica il bel gesto del difensore ex Sassuolo che a fine gara ha scambiato la maglia con l’ex Chelsea in segno di pace. La scenetta a fine partita ha alimentato un mare di polemiche ed un’ulteriore seguito via social con tanto di scuse non si sa quanto accettate.

IL RETROSCENA – C’è però un retroscena: c’è chi ha tentato di evitare che si “facesse la frittata”. Si tratta dei compagni di squadra di Bakayoko e Kessie, nello specifico Biglia e non solo Musacchio, che hanno provato a fermare i due calciatori protagonisti del gesto. I due hanno capito cosa stava succedendo e si sono precipitati per fermare i compagni, ma purtroppo la maglia era già stata sventolata abbastanza, per sfuggire a fotografi e telecamere.

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